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venerdì 8 maggio 2015

Il respiro di Broni (di Daniele Neri)


Curvo sul mio bastone
cammino lentamente,
guardando il sole che tramonta
dietro le mie colline,
sono stanco e cerco
la strada di casa.
Sento il respiro che mi si tronca,
sputo polvere di amianto
e pezzi di polmone,
tento di urlare la mia rabbia
verso la fornace maledetta,
ma sopita è ormai la mia voce,
posso solo osservare per terra
l'ombra del mio sangue marcio
e i miei tessuti ormai a brandelli.
Dio del Tempo,
intorno a me altro non vedo che
tetra e cupa sofferenza,
aspetto senza fiducia la giustizia degli uomini,
che forse verrà, ma certo sarà tarda e vana.
Lasciami osservare ancora per un poco
la dolcezza dei colli sui quali ho vissuto,
il profumo della campagna e
dell'uva che fermenta nei tini,
pia illusione di futuro senza scampo.
Terra mia, aspetto la fine del mio tormento,
terra mia, odiata e amata,
terra mia, mortale e feconda,
pura e avvelenata,
accoglimi presto,
sin nel profondo del tuo intimo grembo.

Daniele Neri
Copyright©
26 Marzo 2014
Tutti i diritti riservati all'Autore

1 commento:

  1. Bellissima! Le sue poesie a sfondo sociale mi piacciono molto..meriterebbero l'inserimento in antologie scolastiche...Vada avanti!

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