Ebooks Voci di Poesia

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giovedì 3 dicembre 2015

A Franca (di Giusy Grasso)


Giusy Grasso

Ciao Franca 

Il vento dirige le note
del musicista di strada che,
con scatole e bidoni
s’arrabatta.
Percussioni che
ritmano il cuore.
Un passante avanza furtivo
con una smorfia di
disappunto abbozzata sul volto
mentre bimbi festosi seguono
quel ritmo tribale.
Tutto attorno è magia:
il fuoco delle danze,
l’indolenza della pioggia,
il silenzio dell’attesa.
Due amici s’incontrano
per andare a teatro,
ora pieno e vuoto di te,
nel mezzo di un piovoso
giovedì pomeriggio.


dedicata a Franca Rame

martedì 1 dicembre 2015

Solitudini (di Francesco Rossi)


Francesco Rossi (Issorf)

Solitudini

Solitudini, ombre vestite di sé
avanzano fisse, rigide, spente,
trovano fantasmi vuoti parlanti,
echeggiano emozioni sbiadite
sfumate dall'oblio del tempo.
L'Anima irrompe svelta e viva
afferrando leggera, il senso muto,
due solitudini, animate dal vero
si tengono per mano, dolcemente
stringendosi forte, planano alte,
guardano la Terra cruda distante,
occhi negli occhi si baciano.


ore 8.55 - Napoli 3-11-2015 -  parcheggio osp A.Cardarelli


Un'estate da vivere (di Franca Donà)


Franca Donà

Un’estate da vivere                             

Le rose esalavano le prime note
il vento mordeva le foglie
nei giorni che promettevano estate.
All’ombra del grande ciliegio
rubavo vecchie poesie
al cuore delle conchiglie
e sognavo l’amore.
Sapeva di giugno la sera
il sole spaccava di rosso l’aria
e le cicale impazzivano nell’erba alta.
Io con loro
a mietere giorni  roventi
nel tuffo di papaveri e grano
il cigolio dell’altalena
lasciata a metà
per la fretta di crescere
e assaggiare la vita.



Ascolta (di Eric Balossini)


Eric Balossini

Ascolta

Ascolta l’eco dei tuoi passi
frammenti del tuo cammino.
Ascoltane i sogni, i rimpianti,
il silenzio tra l’uno e l’altro.

Ascolta cadere la neve
non fa nessun rumore,
eppure è musica per i tuoi occhi.

Come la neve scioglierai
in un rivolo di vita appena,
lo spazio che ci è dato
tra il sorriso e il pianto.

Siamo come il tempo tra due stagioni,
un volo lieve di farfalle,
siamo la pazzia di Dio.



Mai nemica (di Emanuela Carniti)


Emanuela Carniti

Mai nemica

Mai ti sarò nemica
innanzi a mio padre e a mia madre.
Neppure per un attimo
che non fosse il salvarmi la pelle
rinnegherò la tua persona.

Mai un'udienza spacciata per errore
o malafede
ci renda ciechi e sordi
al richiamo del cuore.

E tu sai che t'amo

Ma spesso l'amore confonde
urta gli argini e tracima
danneggia raccolti
brucia possibilità.

Non vorrei così il nostro.

Lo vorrei cinto di rose
serbare un volo costante
di api e farfalle
mondato dai rapaci.

Ma forse non è l'ora più giusta.

Esistono ombre fatte di sole
dove trovar pace e frescura
e soli fatti di ombre
che creano deserti.

Eccomi allora

Vorrei un'oasi dove ombra e sole
si inneschino come per amplesso
a ricrear la pace.

Un'unità fatta di colori
un arcobaleno bianco di luce
dove ritrovar intere
sorprendenti coscienze.




Cuore (di Daniele Neri)


Daniele Neri

Cuore

Cuore mio,
perché batti sempre
così forte?
Accompagna i miei pensieri
con calma,
senza farli implodere,
tanto sono pieni
di feroce energia.
Rallenta il tuo passo,
lasciami tempo
per riflettere,
per pensare a ieri,
a oggi, a domani,
a quel che ho fatto
e a quel non ho fatto.
Pensa in mia vece
cuore mio,
apriti al cielo,
alla mia voglia di universo,
accompagnami
nella galassia più remota,
in territori perduti
da ritrovare e dove ritrovarci.

Batti forte cuore mio,
non può mancarmi l'afflato
per continuare a scrivere
e a sognare un viaggio
tra le curve della mia mente
e le strade della terra.





Anita Barbaglia

Nel mondo perduto

Spesso nello shtetl*
mi fa camminare
la pagina scritta.

Allora sono
occhio amorevole
del Mondo annientato.

A lungo ci sto:
tra voci e silenzi
di  strade e dimore,

tra storie antiche
di genti remote
e vite intrecciate,

tra opere varie
di pause devote
in lingua infinita.

E più non lascio quel
filo di Memoria e
soffio di Giustizia e
sigillo del Vero.




* centro abitato dell’Europa Orientale con forte presenza ebraica

Io, contadino senza terreni da coltivare (di Cesare Moceo)


Cesare Moceo

Io, contadino senza terreni da coltivare

Esiliato sull'isola dei pensieri sperduti
me ne vado a spasso
dentro i giardini stregati
degli sconcerti e delle indignazioni
a fare lunghe passeggiate

e rappresentarmi i pressappochismi della vita
con i sentimenti a riavvolgere
e risvegliare i ricordi della memoria

E mi ritrovo
con gli occhi sensibili nello sguardo
a immaginare una vita da ultimo

a raccontarmi la speranza
e sfiorarmi di futuro
in reazioni senza piaceri

che non contemplano accezioni positive
al mio significato di diversità
nel coraggio continuo di rimettermi in gioco.