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martedì 9 giugno 2015

Ora donna (di Rosalba Di Vona)


Rosalba Di Vona

Ora donna

A te donna
verrà sussurrato
di farti luce nell’amore

Sarai incoraggiata
a non pensare di esagerare

Perché è poco quello che si dona ed è
più bello concedere che avere

Il donare è generosità infinita
ti sarà bisbigliato

Non cadere nella trappola
di chi nasconde
in queste suadenti frasi
solo il  suo desiderio

Frasi formulate per avere la tua dignità e
intrappolarla nelle maglie
di una rete fitta e con arte elaborata

Donna
ascolta
dona il tuo amore
dona il tuo cuore
ma
solo
a chi ti rispetta.




sabato 18 aprile 2015

Respiro del tempo (di Rosalba Di Vona)

Un ebook di poesia in dono da Rosalba Di Vona

editing e postfazione a cura di Matteo Cotugno
cover di Lorenzo Luciani
prefazione di Nadia Angelini

click per aprirlo
ebook


lunedì 30 marzo 2015

Magia della solitudine dell'anima (di Rosalba Di Vona)


Rosalba Di Vona

Magia della solitudine dell’anima

Resto ad ascoltare il lento passo
che spesso appare scomodo
ma intimo confessa
l’intervista all’anima inquieta

aggrovigliata nella sedia preferita
stringo al petto le ginocchia e fisso
piedi scalzi laccati di rosso e
mani lente a massaggiare caviglie

sguardo dolce che implora energie
nell’intimità del grande silenzio che
racconta anche ciò che non sopporta
a chi non l’ascolta senza inorridire

magia della solitudine dell’anima
che non ha bisogno di lenti per vedere e
credere nelle azioni che verranno ricompensate o
per trovare approdo dove il razionale è latitante

cerco solo l’intuizione giusta quella dei verbi che bramano
gesti da fare per incontrare  la speranza di futuri migliori
non si sopravvive oggi se non si pensa al domani
Il dolore della vita è maestro e in lui cerco la speranza.



sabato 14 marzo 2015

Solitudine (di Rosalba Di Vona)


Solitudine
sensazione che ti piomba addosso
improvvisamente
tutto riemerge nella memoria
verde muschio folto e morbido
come coperta stesa all’ombra degli alberi
acqua che lambisce bianchi sassi
ricordi che ti strappano il sonno
poi il fantasma della memoria ti abbandona
e chiudi gli occhi nel silenzio
cercando la gioia in ciò che ti resta
e che sai
essere  l’essenza della vita


Rosalba Di Vona
diritti riservati


Vorrei librarmi felice nell'aria (di Rosalba Di Vona)


Vorrei librarmi felice nell’aria
leggera piuma senza meta
cullata dal vento lieve
al declino del giorno

Nel nulla perdermi per poi ritrovarmi
ignara tra  stelle sorveglianti
una luna sorniona che
fa il vezzo agli esseri della notte

E quando essa lascia il testimone
alla giovane aurora
che tenue inizia a baciare
chi con lei si sveglia

Lasciarmi scaldare  da quei raggi
che danno vita al creato
e che illuminano il viso
al bambino che rincorre l’aquilone


Rosalba Di Vona
diritti riservati


Biografia dell'Autore


Rosalba Di Vona


Rosalba Di Vona

Rosalba Di Vona, nasce a Sora (Fr) il 21-05-51.  La passione di scrivere e poetare,  sempre stata fortemente presente in lei, cresce nel tempo e si concretizza con la pubblicazione della silloge poetica “ Da cuore a cuore” opera per la quale, ha ricevuto il premio speciale della giuria al “ Premio internazionale di poesia e narrativa Città di Bitetto”. Poco incline a partecipare a concorsi, pur avendo sempre ottenuto prestigiosi riconoscimenti ai pochi cui abbia preso parte, è presente con le sue opere in numerose pagine virtuali, in volumi antologici e riviste culturali ed e-book. Ha collaborato con la rivista culturale quindicinale on line “Il risveglio di Ebe” curando  la rubrica  “Atuttotondo”; un vero salotto letterario nel quale spiccano  interventi di autorevoli personaggi del panorama culturale non solo italiano. Ultime fatiche sono state, la poesia “Inquietudini “ e l’intervista “ La danza delle parole a casa di Nerone” entrambe pubblicate nel catalogo della mostra “L’istinto selvaggio” e dedicata a colui che è considerato l’erede di Ligabue il maestro Sergio Terzi meglio conosciuto come Nerone. La mostra curata dal Prof. F. Di Leo si è tenuta a Conegliano (TV) ottobre 2013. Il Prof Vittorino Andreoli che ha presenziato la mostra ha avuto note di apprezzamento per il lavoro della Di Vona. Scrive la Prof.ssa Carmelina Cirillo “La poesia della Di Vona è un lievito nascosto nella realtà di ogni giorno, si nasconde nei luoghi, nei personaggi o in certi momenti, molto spesso è negli atti e nelle parole. E’ il sentimento che traspare, che chiede di essere espresso e ricordato”…


Intervista
Cosa significa per te poesia?
Libertà, per me la poesia è prima di tutto libertà. E’ una passione che germoglia a dispetto della mia volontà, spinta da una voglia spesso irrefrenabile d’esternazione che va oltre, molto oltre i miei pensieri e i miei desideri. Entra padrona nelle forme più svariate, esercita una pressione tale da mettere i miei sensi in subbuglio e solo quando esplode in versi riesce a quietare le sue impetuosità. La poesia è anche necessità, sfogo viscerale, è cogliere attimi che appartengono al mondo che mi circonda, è rubare emozioni al mio cuore  per farne versi e donarli. Sin da piccola la sentivo in me, la coglievo nel mio mondo, non la scrivevo, ma la sentivo serpeggiare, bussare, svegliarmi e non sapevo cosa fosse. Dovevo diventare adolescente per capirla e darle finalmente  lo spazio che meritava, ma anche in quel caso, non lo facevo in maniera efficiente, ero distratta da mille altre cose. Scrivevo pensieri e versi ovunque e nei momenti più diversi della giornata, foglietti volanti a volte anche macchiati e che erano serviti magari ad altri usi.  Ne avevo in macchina, nel portafogli, nei cassetti. Erano i miei momenti di sfogo. Distratta come sono, per me non era importante custodirli in maniera efficiente, ma scriverli. Nel tempo , esaminandomi attraverso essa, la considero un connubio perfetto trai miei  sentimenti e le mie emotività, ma soprattutto la considero un dono.

Cosa ti muove a scrivere una poesia?
La natura cattura spesso la mia anima, m’immergo in essa, per imprigionarne colori, sapori ed  umori di cui è ricchissima, poi, cerco di restituirne le immagini imprigionate affidandole a metafore. Scrivo per  offrire a me stesso ed agli altri emozioni che altrimenti resterebbero chiuse inutilmente in uno forziere, lì sarebbero protette ma superflue, non brillerebbero per nessuno, la loro luce il loro tagli di colori le loro rifrazioni, resterebbero recluse per sempre. Mi conforta la poesia, mi aiuta a trovare coraggio anche quando perdo la speranza“Spes ultima dea”. Si, la speranza per me è l’ultima dea. Anche quando tutto diventa buio e doloroso, è l’ultimo sollievo delle avversità, è il premio alla fatica e alla sofferenza sopportata. La natura, sempre lei, corre in mio aiuto, mi ricorda che dopo la tempesta arriva il sereno. Provo a crederci, mi affido nonostante l’incalzante diffidenza, mi lascio accogliere dalle sue anoressiche braccia, la nutro con la disponibilità d’animo e, anche nei momenti più dolorosi, finalmente scopro il sereno. La poesia mi corre in aiuto anche quando ho bisogno di superare le avversità e lo sconforto s’impossessa delle ultime difese che ho. In quei momenti le domande che mi pongo diventano numerose, si accalcano, guerreggiano, trovano spazi incustoditi diventando, padrone assolute della mente stanca, pronta a compiangersi e lasciando lacrime che offuscano l’esistenza. In quel momento apro gli occhi alle bellezze dell’universo e ne colgo le sfumature e tutto magicamente assume una nuova dimensione.

Quale è la funzione della poesia oggi?
Una domanda difficilissima alla quale dare una giusta risposta non è facile, soprattutto col rischio che c’è di fare retorica. I poeti hanno linguaggi ed esperienze diverse, fatte di bagagli accumulati negli anni, ognuno canterà del mondo che lo circonda in base a tutto questo, qualcuno li definisce “sacerdoti della parola”Quindi hanno una grossa responsabilità specialmente in un mondo caratterizzato dal culto dell’immagine, ricavare angoli dove la riflessione trovi il giusto spazio non è affatto facile. Il rischio è quello che si cada nel vortice del tempo e che si arrivi  per questo a uniformare l’arte costringendola a fondersi con i media restringendo o addirittura rischiando di far sparire la vera essenza evocativa ed immaginifica della poetica. I poeti si trovano in una società reale dalla quale non possono essere scollegati, anzi, essendone testimoni hanno la grossa incombenza nel  tramandarne  la conoscenza.  Dunque, la poesia ha bisogno di essere divulgata, non è fatta solo di versi, ma di emozioni, che, in un periodo storico quale il nostro, possono essere un veicolo trainante e addirittura risolutivo. Abbiamo bisogno di questo tipo di messaggio, il mondo ne è avido, dobbiamo quindi liberarla da gabbie dorate e divulgarla affinché, un momento di crescita ci sia per tutti. Pensiamo al nostro Papa Francesco, alla sua umiltà al suo entusiasmo, alla sua passione per il prossimo e non per le cose, ecco, lui ci sta insegnando, ci sta dicendo, andate aiutatemi a migliorare il mondo. Chi possiede il dono della poesia deve sentirsi partecipe di tale ricrescita. Questo periodo storico dovrà lasciare forte il segno anche dei poeti, dovrà lasciare il segno della penna, la poesia non può morire,  deve continuerà a testimoniare la condizione dell’animo umano.

Due aggettivi per farti conoscere
Sensibile, curiosa.

Parlaci di una tua poesia o di un tuo libro
Le poesie quando nascono sono figlie e come tali le amo. Perciò, scegliere di parlare di una anziché di un’altra non mi è facile, ripeto, le amo tutte anche quelle meno belle. Sono nate dal mio cuore per raggiungere altri cuori; ecco perché la mia prima silloge pubblicata dalla nota casa editrice di Foggia Edizioni il Castello, facente parte anche della collana Le voci di dentro, l’ho titolata “da Cuore a Cuore”.  In essa raccolgo i palpiti dell’universo, il mistero della bellezza della natura, in essa tra lo scontro dello spirituale con il materiale urlo il mio amore per la vita.  Passione è una poesia che si trova appunto in questa silloge, ma è stata molto apprezzata anche dalla critica. Un commento al quale sono particolarmente affezionata e che rispecchia appieno il senso della poesia stessa, me lo ha dedicato il noto critico Luciano Domenighini nel volume DIPTHYCHA 2, edito Tracce Per La Meta e nato da un’idea del poeta Emanuele Marcuccio.

Passione

Passione
in apparenza sopita

Svegliati violenta
Straccia la falsa immagine
di me stessa

Addolcisci  il mio bisogno
dei suoi occhi

Cancella la certezza
che certi sogni
non saranno realtà

Apri questo  cuore
all’evidenza
prima che perda
ciò che per me
è insostituibile e unico

Riempi quel vuoto
che mi rende inquieta

Convincimi  che
il mio sogno
non è finito

Spalanca le mie braccia
all’amore di sempre

Aiutami a viverlo
per ciò che può darmi

Tutta intimistica, solipsistica, questa lirica di Rosalba Di Vona, filo diretto fra l’io e la passione amorosa, riconosciuta come sola forza interiore vivificante e rigenerante, redentrice e sacra. I cinque imperativi che scandiscono la composizione (“svegliati”, “straccia”, “addolcisci”, “cancella”, “apri”) le conferiscono in apparenza un tono energico e perentorio ma, a ben guardare, sono imperativi “di auspicio” e “di preghiera” e il suo spirito autentico è quello di una supplica umile, di una fidente orazione più che quello di un’esortazione imperiosa. Un’orazione illuminata dalla speranza, come rivela la bellissima terzina della quarta strofa (“Cancella la certezza/ Che certi sogni/ Non saranno realtà"), ottimistica, eufemizzante, confidente che il senso della vita si può ritrovare solo superando lo sconforto in cui così spesso ci gettano le aride sentenze della ragione. (nota critica di Luciano Domenighini).