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martedì 18 novembre 2014

Concilio (di Francesca Ferrari)


A occhi chiusi
tracciare la linea venefica
che forma scheletri.
Rami vicini contro rami lontani
e un velo di nebbia
nel cuore dell'universo.

Trilla l'abbraccio convulso
di sopra e sotto.
Indivisibili
sono la pietra dall'occhio
l'acqua dalla vena
il sogno dalla realtà.

Dilagano le categorie imbecilli.
Un grande orecchio alla pagina
grida ritorno.
Ripetere a memoria l’Origine.

Vanno su piazze sterminate
le solitudini incoscienti.
Sono dondoli di sole
che imboniscono il viaggio
delle lune capovolte.

C’è sempre una notte da cogliere
alle ventuno annunciate in prima fila.
Un punto giallo di cera chiama.
Qualcuno si siede sul letto nero
e vive


da Un cielo di poesia 2014



domenica 12 ottobre 2014

Interno 6 (di Francesca Ferrari)


Se chiudi gli occhi, i chiodi ti s’infilano
fra le dita dei piedi e fili a strapiombo
ti barrano. Se sgozzi il futuro - che in questa
parentesi è un pulcino - bevi l’uovo
dal foro, poi perseveri nel tuo posto vincente.
Se accendi il fuoco, non ti lasci bollire
nel pentolone. Se invece non depili ascelle e cosce
non trucchi più gli occhioni e neanche spulci
gli annunci, tutto questo andare a male
s’infratterà nella tua cervicale
i tuoi risvegli saranno lutti anziché passeri.
Tu diglielo, l’acquerello rossastro
ha ripreso a colare le sue gocce
sulla via d’epidermide che va
ad avvolgersi tutta, all’ombelico
straziato dalla fame. L’esterno ti comprime
non esser seta, non lisciarti le sponde
innalza un’alzata d’aculei, buca i palmi
che ti pretendono accondiscendente
monofonia. Se vuoi, sei canapa
o pizzico di lana, non fare che si chiuda
il soffietto, cucina meraviglie
e grida d’aeroplano in decollo, ché loro
ti vogliono schiacciata
ma non come una lettera spedita
sotto l’uscio di chi ha l’udito buono.
Ti vogliono laguna, cara marea
e tu non smettere, non smettere mai
di iodarti le vene


Francesca Lavinia Ferrari

diritti riservati

mercoledì 24 settembre 2014

(Di)amanti (di Francesca Ferrari)


Potremmo farci compagnia
                     - dall'alba chiara finché il giorno muore -

intanto voli di parole
venti di parole
schiaffi di parole
lampi di parole
mucchi di parole
lame di parole
baci di parole

intanto solo le paure
gusci di paure
nicchie di paure
pugni di paure
muti di paure
sordi di paure
ombre di paure

le nostre solitudini-cancrene
stimmate sui palmi
stimmate sui giochi
stimmate nel posto qui di fianco.

Decolli difficili di facilità
al diavolo il giogo
anche quando canteremo

                       - je t'aime encore tu sais, je t'aime -


Francesca Ferrari

diritti riservati

A vrêv che la tô vôs la gnêssa mêgh (di Francesca Ferrari)


A vrêv che la tô vôs la gnêssa mêgh
(a mê nòn)

A vrêv che la tô vôs la gnêssa mêgh
inzéma ai mê lavôr
incô che la tô pèla l'è parpàia
i tô òcc dô brìsli ed chèrta
e la tô anma la pesa incàra tròp
per vulèr via - l'è na bòcia ed savòun
ch'la blésga acsè in dal man.
Un dè al gnirà al vènit giôst
e na fôia l'am dirà tôt
con la tô vôs



Vorrei che la tua voce venisse con me
(a mio nonno)

Vorrei che la tua voce venisse con me
sulle mie cose
oggi che la tua pelle è farfalla
i tuoi occhi due briciole di carta
e la tua anima pesa ancora troppo
per volare via - è una palla di sapone
che scivola così nelle mani.
Un giorno verrà il vento giusto
e una foglia mi dirà tutto
con la tua voce


Francesca Ferrari
diritti riservati

il dipinto è dell'artista Joseph Todorovich

Francesca Ferrari



Francesca Ferrari

Francesca Ferrari nasce a Modena nel giugno del 1974. Sviluppa la passione per la scrittura e la poesia fin da bambina. Figlia d'arte (padre tenore, nonno poeta), intraprende studi artistici e si diploma alle Belle Arti in grafica pubblicitaria. Lavora per diversi anni come senior designer di riviste di moda. Nel 2001 si trasferisce a Varese. Nel 2010 si avvicina al mondo virtuale, in cui ha modo di conoscere Antonio Cosimo De Biasio, neo-stilnovista, appassionato di haiku e della Cina, suo paese d'elezione. Da egli assimila la leggerezza, l'ironia e la lievità, la melodia e lo studio della struttura metrica del verso. Comincia dunque a comporre haiku e sonetti. Segue un periodo di sperimentazione in cui si stacca dai canoni ed intraprende la propria esperienza 'libera'. Nel 2013 torna a Modena. Conosce altri poeti ed artisti contemporanei con cui collabora in esperimenti 'imago-poetici' o in stesure a più mani. A novembre 2013 entra a far parte del collettivo Bibbia d’Asfalto, per il quale si occupa anche di piccole recensioni. Sempre a novembre termina il suo poemetto 'She's waiting for a portrait', recensito da Elina Miticocchio sul blog CarteSensibili, che presto sarà edito. Il 15 dicembre 2013 viene selezionata, con tre tralci tratti dalla suddetta opera, tra gli autori della raccolta La Memoria, a cura di Nadia Cavalera, in occasione del premio Alessandro Tassoni, patrocinato dal Presidente della Repubblica. Il 14 giugno 2014 è finalista alla successiva edizione del premio Tassoni e legge una poesia inedita sul tema La Livella in presenza di Titos Patrikios a Teatro San Carlo, Modena. Viene selezionato inoltre il suo necrologio poetico per la raccolta 'Read in peace' di Bibbia d'Asfalto, edita da Matisklo e per diverse raccolte antologiche curate da Matteo Cotugno. Nell’estate del 2014 entra a far parte del collettivo Poetineranti con i quali partecipa in lettura al Festival della Cultura di Serramazzoni e all’inaugurazione della mostra pittorica di Franca Gualmini al castello di Pompeano. Alla prima edizione del concorso ‘La bormida al Tanaro sposa’ 2014 indetto da Matisklo Ed., vince il Premio Speciale Anna Grenno per il miglior componimento poetico femminile.
Gestisce le pagine di poesia Anime di Luna e Lavinia su Facebook dove condivide i suoi scritti e dà spazio a poesia d'Autore e scrittori emergenti.  Ora è impegnata ad allestire la sua prossima raccolta di poesie e scrive piccole recensioni per la rubrica Gherigli, blog Poetineranti.
Da grande vorrebbe continuare a sognare.

Intervista
E’ la domanda più complessa per un poeta quindi la propongo per prima: cosa significa poesia per te?
La poesia è immanenza, ossia risiede nell'essere dove ha in sé il proprio principio e fine e, facendo parte dell'essenza di un soggetto, non può avere un'esistenza da questo separata.

Cosa ti muove a scrivere poesia?
Poesia è Arte e l'estro spinge a scrivere anche solo per un avvenimento, un oggetto, un panorama, un'emozione, una lettura. Ma Poesia è anche mestiere, dove il poeta può paragonarsi a un artigiano del verso, che lavora con criterio, strumenti e cesello, quindi 'a progetto' e in questo caso mi riferisco al tema, al messaggio che si vuole trasmettere, che esula dall'ispirazione del momento e assembla scritture che hanno decantato nel tempo e ad esso sono sopravvissute.

La funzione del poeta oggi?
Sappiamo che il poeta è una sorta di scienziato che deve andare alla ricerca della verità, sfiorarla e far rifiorire la rosa. Questo è il senso immortale della Poesia. Se tutto il detto è stato detto (parlo di temi), non ci resta che dirlo ancora e ancora in modi diversi fotografando i nostri tempi, orientandoci sempre più verso il suono, la phoné, e mantenendo il nostro occhio abbastanza in alto per vedere il mondo a distanza di sicurezza dall'io, che funge da voce del mondo stesso.

Un paio di aggettivi per farti conoscere.
Sono ipersensibile, emotiva, romantica e sognatrice, ma anche tutto il contrario.

Hai pubblicato un libro? Parlacene e se possibile illustrandolo con una
poesia.
Uscirà a breve il mio poemetto ‘She’s waiting for a portrait’, del quale alcuni tralci sono stati pubblicati nella raccolta di Nadia Cavalera ‘La memoria’ – Premio Tassoni 2013. Esso ‘canta’ della sfera emotiva di una donna come altre, che lotta per restare viva e amare ancora.