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lunedì 11 gennaio 2016

Un soffio leggero (di Gennaro Crovella)


Un soffio leggero
dell’anima mia, ti sfiora.
Mi guardi e non oso,
ghermisco i tuoi occhi profondi
dove si perdono i miei.
La luce dell’amore
illumina il tuo volto
Uno sguardo
posa sulle mie labbra
un bacio che presto svanisce.
Ti allontani
lento il tuo passo
voglia indecisa
per dire non posso,
ed è giusto così.

Gennaro Crovella
diritti riservati


Sentieri dell'anima (di Gennaro Crovella)


Oh luna,
compagna di creatura
che vive nel grembo della notte,
e di pensier si affanna e duole.
Va per i sentieri silenziosi dell’anima
di piaghe afflitta
che nel giorno la luce del sol trafigge
e la voce dell’infinito avvolge.
Trova pace
nel ragionar di sé piccolo granello
dell’universo senza tempo.
Cerca ragione della gioia
che diventa dolore
e del perché di cotanto affanno
per ciò che non è suo:
nemmeno la vita.


Gennaro Crovella
diritti riservati



venerdì 16 ottobre 2015

Olocausto (di Gennaro Crovella)


La ragione inchiodata alla pazzia
partorisce dolore e pianto.
Serti di spine vestono l’uomo,
abito di morte
che brucia nel silenzio della notte.
Un fumo acre
penetra nelle pieghe dell’anima
e sale al cielo.
Oscura la luna
che indifferente segue il suo cammino
per riportare il sole
e liberare la ragione
nel nuovo giorno
di vita e di speranza.

Gennaro Crovella
14.12.2014
© 2014-lg.633/1941



Le Nereidi (di Gennaro Crovella)


La prima volta
che ti ho stretta fra le braccia
il gabbiano, volava alto sul delta
incrociando gli ultimi dardi
del sole nella bonaccia.
La sera scendeva dolce
e ci avvolgeva come coltre.
Stretta, ascoltavi il mio cuore.
Lenta, si alzava la luna
dietro la collina
mentre baciavo i tuoi capelli
profumati d’acqua marina.
Nessun pensiero sfiorava
la mia mente
l’amore saliva al cielo
lentamente.
L’alga squassata dalla risacca
donava il suo profumo
che all’ombra del bivacco
inebriava i nostri sensi.
Il mare spingeva le onde sfinite
come i nostri corpi
sotto un manto di stelle gremito
mentre in lontananza,
delle Nereidi si spegneva il canto.


Gennaro Crovella
01.04.2015

(c)2015-lg.633/1941


Gennaro Crovella


Gennaro Crovella

Sono nato nel 1943 a Portici (Napoli) e ho conseguito il diploma di Geometra nel 1961, professione che ho svolto marginalmente perchè ho sempre interesse per letteratura e musica. Ho insegnato materie tecniche per circa 30 anni nella scuola media presso un istituto di padri Gesuiti in Napoli. Negli ultimi anni un evento straordinario della mia vita mi ha dato modo di avvicinarmi alla poesia in lingua Napoletana e Italiana. L’interesse per la musica e il canto mi ha portato a scrivere anche testi di canzoni musicandone diverse. Amo molto anche la recitazione e faccio parte di un gruppo teatrale che si dedica via Web alla preparazione di copioni teatrali. Amo molto recitare e presentare i brani che scrivo.

Intervista
E’ la domanda più complessa per un poeta quindi la propongo per prima: cosa 
significa poesia per te?
La poesia è espressione del sentire la realtà attraverso i propri sentimenti per pervenire la dove il quotidiano non ci consente di arrivare

Cosa ti muove a scrivere poesia?
Descrivere ciò che la mia mente osserva e indaga nella realtà ed esprimerlo attraverso i miei sentimenti.

Qual è la funzione del poeta, della poesia oggi?
Far sentire che esistono modi diversi di percepire la realtà al di la delle apparenze.

Un paio di aggettivi per descriverti e farti conoscere al pubblico
Sensibile e umano

Parlaci di una tua poesia
Per un autore le poesie sono tutte sue creature che ama in egual modo, quella che però porto nel cuore è una poesia in lingua Napoletana intitolata “Pecchè te voglio bene” scritta in un particolare stato d’animo personale. I versi sono venuti spontanei e sentiti dal profondo dell’anima, versi che alla rilettura mi hanno profondamente emozionato, e questa emozione la ritrovo sempre ogni volta che la leggo e così è anche per chi l’ascolta e questo mi fa capire che sono riuscito nell’intento di trasmettere ciò che sentivo e sento.