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giovedì 3 dicembre 2015

Eresia (di Stefania Onidi)


Stefania Onidi

Eresia

Non nasco dai tuoi occhi,
ma dall'ostinata cecità
del sangue.
Un clamore oltre la parola,
illogica sintesi
di fiato e ragione.




martedì 9 giugno 2015

Minatore (di Stefania Onidi)


Stefania Onidi

Minatore

Sosta la luce fioca dell’ora finita
all’orizzonte, quasi un regalo tra i passi del ritorno.
Anche oggi,
in un tempo sospeso ho seppellito
i miei respiri
nelle profondità della terra.
Non passa aria nei polmoni eppure
scavare è il mio lavoro.
Scavo
con queste mani,
ogni buco un nodo nella carne,
un solco di storia,
a fiato corto e pancia vuota.
Dissotterro
ore interminabili di fatica,
e sudo
nell’oscurità della roccia
per briciole di dignità
da celebrare sull’altare quotidiano del giorno.

Ho fame di luce
ho fame d’aria
ho fame di pane.
Il mio domani è appeso a un sogno: 
uomini liberi,
non padroni né servitori.

Avanza rapida la notte – ma è una notte senza fine –
nel turno continuo del silenzio,
con esso questa volta
la luna.




venerdì 5 giugno 2015

L'abbraccio (di Stefania Onidi)


Restami accanto in questo tempo nuovo,
parlami nell’intima luce del giorno
di sogni arditi e futuro,
rivestimi di parole in baci composte,
e con la metrica di una musica tra gli alberi,
cantami il riposo del vento.
Sciogli il calore di labbra riarse
e di braccia tese la sete.
(Tu sei nel sangue che gira,
vena del mio scrivere incauto e necessario).
E ora che sei qui nel mio abbraccio
sotto questo cielo,
a fil di pelle,
perdonami l’amore.

Stefania Onidi

diritti riservati


La notte (di Stefania Onidi)


Mi immagino dipingere la notte,
questa notte che cade come la pausa finale di una sinfonia.
Lei è
nera
priva di luce
ma generosa,
mi tende mani di colore,
e ogni colore per sua grazia vive
nel silenzio.
Nel tratto deciso del mio sentire
genesi di una vita.


Stefania Onidi

diritti riservati


lunedì 30 marzo 2015

Non sono uomo (di Stefania Onidi)


Stefania Onidi

Non sono uomo

Non - sono - uomo,
ho identità di animale denudato
e consegnato all’oblio dal tuo sguardo censore. Maledetto il tuo sguardo.
Vorrei che toccassi il mio silenzio
mentre precipito in un abisso liquido di risa e pianto.
Ho un cuore imploso, nero e incapace di sentire. Dicono.
Non - so - chi - sono. Dicono.
Eppure conosco
il pianto delle nuvole e il grido del cielo, lo sento nella carne imprimersi come una preghiera e sudare vita infetta di vita. E TU,
non sentirai mai. Mai - come - ME.
E io mi vedo solo. Tremendamente solo. Tu mi vedi solo.
E sto qui ad attendermi a primavera il 21 quando il mandorlo vivrà la sua vocazione alla- v-i-t-a. E sognare di vivere.
I o  s o g n o  d i   v-i-v-e-r-e.
Ma - io - non - sono. Non- ti - importa - chi - sono - io.
Nella tua infinita bontà, mi lasci solo.
Mentre - voglio - vivere. E sogno di vivere!



sabato 10 gennaio 2015

Venne il mattino (di Stefania Onidi)


Venne il mattino
poi mi innamorai dell’idea
di te.
Fui come un treno in corsa su un binario morto.
Ebbi le ali del vento e il profumo dei fiori a marzo.
Venne il mattino
e non volli vedere i tuoi occhi per non provare un dolore,
continuai a dormire un sonno profondo
con la tua foto tra le mani.
Venne il mattino
per farci lontanissimi
come terra e cielo che
pur dormendo l’uno sull’altra non s’incontrano
e non s’incontreranno mai.
Fu così che
m’aggrappai all’idea
di te.
Ti disegnai così perfetto nel mio cuore
coi colori vivi della fantasia:
tu un illusorio pretesto
per addolcire i giorni
per sentirmi viva.
Quando fummo felici
fu come affondare le labbra nello zucchero filato,
dimentichi del mondo intorno.
Un giorno mi voltai
per guardare quell’immagine di noi
ma non la trovai più.
Venne il mattino e ci divise
fu allora che m’aggrappai all’idea
di te,
non più a te,
non a te.
Raccolsi i frantumi del “noi”
e rimasi sola
a contemplare l’alba
di un nuovo presente.

Stefania Onidi
diritti riservati


Notte (di Stefania Onidi)


Mi struggo nel dolce pensiero che porta
il tuo nome
in questa notte infinita:
misterioso e interminabile
desiderio
di perdermi e di morire
nei tuoi occhi malcerti.
Assisto
al lento disfarsi e svanire delle mie volontà.
Vita,
vita che vai,
mi agiti in un lungo e lieve respiro che
accarezza tutt'intorno e discende dal cielo,
che mi scorre nelle vene
e mi si coagula in versi leggeri.
Amore mio lontano
mi dai ali per volare ma non per
raggiungerti.

Stefania Onidi
da Con un filo di voce ©
diritti riservati


Estro (di Stefania Onidi)


Il mio cuore è jazz.
Palpita imprevedibili
fantasie. Si perde in virtuosismi
di libertà. La ricerca di poesia
è anima dentro il mio cuore
jazz
è improvvisazione
è estro d’amare.

Stefania Onidi
da Con un filo di voce ©

diritti riservati


venerdì 21 novembre 2014

Donna (di Stefania Onidi)


Sono DONNA
Mistero delle tue radici
Ho visioni di tenerezza
E benedico il mondo.
Sono SCIAMANA
Il mio rito si perde nella notte dei tempi
Ti celebro nel divenire
E guarisco il dolore.
Sono CORPO
Santuario di alleanza tra gli opposti
Accolgo in me il seme di una antica sapienza
Ti porgo l’estasi dell’infinito.
Sono FRAMMENTO del tuo DIO
Contemplazione di gentilezza
Indecifrabile trama di pazienza
L’onnisciente che origina vita.
Sono MADRE
Ventre fecondo
Modellata nell’attesa
Nutro il miracolo nel segreto
Sono TERRA
Custode dell’umanità
Placenta dell’amore
Amo con lacrime di pace.

Stefania Onidi
da Un cielo di poesia 2014



martedì 28 ottobre 2014

Fleurs (di Stefania Onidi)



Ho riempito la casa di fiori
per non sentirmi
S o l a,
per difendermi
per liberarmi
da questa assurda stagione
di malcerte emozioni
di segrete paure.

(Stefania Onidi - Con un filo di voce ©, pag.66)


mercoledì 15 ottobre 2014

Oblio (di Stefania Onidi)


Ritrovarsi qui
di fronte alla sera
cuore e nervi stanchi
e fissare il silenzio dei nostri occhi socchiusi.
Siamo soli
adesso.
Il vento porta via le parole
e nell'immobile luce accende
il nostro mistero: tu ed io
essenze,
esistenze nude
fiamme di verità che avvampano.
E risplende
sopra ogni cosa
sopra ogni inganno
sopra il misfatto dei giorni,
l' A m o r e.

Stefania Onidi

diritti riservati

venerdì 10 ottobre 2014

Penelope (di Stefania Onidi)


La tua assenza
come onde furibonde
lambisce queste sponde:
terra nuda
che abbraccia
che accoglie.

Dicono che non tornerai,
ma nel segreto non diffido,
come il diamante è il mio ardire
come acciaio la mia volontà

Ricamo il tuo nome
sulla tela,
e intono un canto nuovo:
gli uccelli si fermano per ascoltarmi
anche il vento si quieta.


(S.Onidi- Con un filo di voce ©, pag.63)

Tramonto (di Stefania Onidi)



Brucio in questa sera che cade,
come sole nel suo stato perenne.

C’è tanta pazzia in quei colori
e delirio disperato
di carezze assenti
di gesti delicati che commuovono
di fuoco di corpi che consumano
nell’intimo, l’abbraccio supremo.
È una pittura astratta:
anima che si lascia precipitare nelle fiamme
del crepuscolo,
pupille affaticate che si lasciano sorprendere
dalle ultime macchie d’un sogno.

(Stefania Onidi- Con un filo di voce ©, pag.8)


Stefania Onidi


Stefania Onidi

Mi chiamo Stefania Onidi, sono sarda di nascita e umbra di adozione; con mio marito e mia figlia vivo infatti a Perugia dove lavoro come insegnante. Amo la letteratura e il mondo dell’arte. Mi dedico con irrinunciabile passione alla lettura, alla scrittura e alla pittura da sempre. Come poeta mi lascio ispirare dal quotidiano affollato di scenari in cui si muovono persone, oggetti paesaggi: un caleidoscopio capace di generare intuizioni, sensazioni ed emozioni in versi. Adoro il mio lavoro di insegnante che mi permette di poter apprendere dai piccoli maestri, i bambini, la vera poesia della vita. Partecipo volentieri a readings poetici (soprattutto nella mia amata terra d’origine)  anche in qualità di lettrice presentando e leggendo i miei componimenti, infatti credo molto nella condivisione e collaborazione tra poeti per diffondere questa meravigliosa arte. Dal 2012 ho cominciato ad essere partecipe ad antologie di alcuni premi letterari promossi da editori tra i quali Aletti ( Luoghi di parole Vol.5 , Il Federiciano 2012-libro blu-, Parole in fuga vol.9, Habere Artem vol.16, L’indice delle Esistenze-Le Passioni, L’indice delle Esistenze-L’Amore) David and Matthaus ( L’anima delle parole, Qui dove camminano gli angeli 2013)  Montedit ( Antologia del Premio di Poesia Città di Monza 2013). Nel 2013 sono coautrice con altri 12 poeti dell’antologia Viaggi di Versi – Nuovi poeti contemporanei (Pagine Edizioni). Recentemente sono stata inserita nell’Antologia curata dal poeta Matteo Cotugno InfinitAmore 2014. Attualmente sto lavorando a una nuova raccolta di poesie, la seconda dopo la prima pubblicata nel 2011.

Intervista
E’ la domanda più complessa per un poeta quindi la propongo per prima: Cosa significa poesia per te?
Come dice D.Grossman “la poesia è la cosa più vicina al silenzio”. Ed è vero. Per scrivere una poesia occorre distillare il sentire. Occorre fare spazio, soffiare sulla polvere. Occorre togliere e poi aggiungere: un agire per un qualcosa che alla fine risuona come Silenzio, così compiuto, quasi perfetto. Poesia è quello che rimane, un senso profondo. Una nudità.

Cosa ti muove a scrivere poesia?
Custodisco sin da piccola il desiderio e, come dice qualcuno, il dono di  esprimermi attraverso i linguaggi dell’arte. Ho cominciato prima a giocare con i colori e successivamente con le parole. Ho sempre avvertito l’urgenza di un nido, di uno spazio tutto mio fatto di silenzio dove far risuonare le emozioni che vivevo. Scrivere fa parte della mia natura, e il poterlo fare in versi significa unicamente avere la possibilità di essere e di “dire” me stessa, di trovare la mia libertà. La poesia riesce a trasmettere emozioni in modo potente, perché nella sua brevità è altamente evocativa, poi ha una essenza ludica e una componente “corporea (sintesi e dono di occhi che vedono, di  sangue che gira, di mano che scrive), ecco tutto questo mi piace e lo trovo congeniale alla mia creatività e personalità.

La funzione del poeta oggi?
Il poeta  celebra la vita. Il poeta interpreta il ritmo dell’universo, è traduttore della voce che risiede nelle profondità dell'animo umano. La sua funzione oggi è quella di riportare l’umanità all’uomo, restituire l’uomo all’uomo.

Un paio di aggettivi per farti conoscere.
Solare, poliedrica, eccentrica.

Hai pubblicato un libro?
Sì, nel 2011 ho pubblicato una silloge intitolata Con un filo di voce ( Ed.La Riflessione). Come scrivo nella nota al libro, il titolo rivela l’essenza intimistica racchiusa in tutte le liriche raccolte. La voce del poeta è come il filo della tessitrice, sottile ma  robusto, anzi colei che tesse diventa metafora del poeta stesso: poetessa di trame, tessitrice di versi.
La donna ora voce narrante ora effigie narrata, assume spesso le sembianze di una moderna Penelope simbolo della donna forte e fragile allo stesso tempo, che guarda oltre e che sa sperare, evocando così un universo fortemente pervaso dal lirismo, dal sogno e dall’attesa di un amore desiderato, assente, sfuggente, trovato, perduto e in fine ritrovato.
Ecco alcuni versi che illustrano parte di questo sentire.

Ti chiamo amore
“(…)La sola gioia quotidiana
è struggermi nel pensiero di te
dinanzi a una mare immenso e
silente,
davanti a questa tela intessuta nel segreto
sospesa tra il sogno e l’attesa,

un’attesa senza fine.”