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lunedì 10 aprile 2017
sabato 23 aprile 2016
giovedì 3 dicembre 2015
sabato 17 ottobre 2015
martedì 9 giugno 2015
Minatore (di Stefania Onidi)
Stefania Onidi
Minatore
Sosta
la luce fioca dell’ora finita
all’orizzonte,
quasi un regalo tra i passi del ritorno.
Anche
oggi,
in un
tempo sospeso ho seppellito
i miei
respiri
nelle
profondità della terra.
Non
passa aria nei polmoni eppure
scavare
è il mio lavoro.
Scavo
con queste
mani,
ogni
buco un nodo nella carne,
un
solco di storia,
a
fiato corto e pancia vuota.
Dissotterro
ore
interminabili di fatica,
e sudo
nell’oscurità
della roccia
per
briciole di dignità
da
celebrare sull’altare quotidiano del giorno.
Ho
fame di luce
ho
fame d’aria
ho
fame di pane.
Il mio
domani è appeso a un sogno:
uomini
liberi,
non
padroni né servitori.
Avanza
rapida la notte – ma è una notte senza fine –
nel
turno continuo del silenzio,
con
esso questa volta
la
luna.
venerdì 5 giugno 2015
L'abbraccio (di Stefania Onidi)
Restami accanto in
questo tempo nuovo,
parlami nell’intima
luce del giorno
di sogni arditi e
futuro,
rivestimi di parole in
baci composte,
e con la metrica di una
musica tra gli alberi,
cantami il riposo del
vento.
Sciogli il calore di
labbra riarse
e di braccia tese la
sete.
(Tu sei nel sangue che
gira,
vena del mio scrivere
incauto e necessario).
E ora che sei qui nel
mio abbraccio
sotto questo cielo,
a fil di pelle,
perdonami l’amore.
Stefania Onidi
diritti riservati
lunedì 30 marzo 2015
Non sono uomo (di Stefania Onidi)
Stefania Onidi
Non sono uomo
Non - sono - uomo,
ho identità di animale denudato
e consegnato all’oblio dal tuo sguardo censore. Maledetto il tuo
sguardo.
Vorrei che toccassi il mio silenzio
mentre precipito in un abisso liquido di risa e pianto.
Ho un cuore imploso, nero e incapace di sentire. Dicono.
Non - so - chi - sono. Dicono.
Eppure conosco
il pianto delle nuvole e il grido del cielo, lo sento nella carne
imprimersi come una preghiera e sudare vita infetta di vita. E TU,
non sentirai mai. Mai - come - ME.
E io mi vedo solo. Tremendamente solo. Tu mi vedi solo.
E sto qui ad attendermi a primavera il 21 quando il mandorlo vivrà
la sua vocazione alla- v-i-t-a. E sognare di vivere.
I o s o g n o d i
v-i-v-e-r-e.
Ma - io - non - sono. Non- ti - importa - chi - sono - io.
Nella tua infinita bontà, mi lasci solo.
Mentre - voglio - vivere. E sogno di vivere!
sabato 10 gennaio 2015
Venne il mattino (di Stefania Onidi)
Venne il mattino
poi mi innamorai
dell’idea
di te.
Fui come un treno in
corsa su un binario morto.
Ebbi le ali del vento e
il profumo dei fiori a marzo.
Venne il mattino
e non volli vedere i
tuoi occhi per non provare un dolore,
continuai a dormire un
sonno profondo
con la tua foto tra le
mani.
Venne il mattino
per farci lontanissimi
come terra e cielo che
pur dormendo l’uno
sull’altra non s’incontrano
e non s’incontreranno
mai.
Fu così che
m’aggrappai all’idea
di te.
Ti disegnai così
perfetto nel mio cuore
coi colori vivi della
fantasia:
tu un illusorio
pretesto
per addolcire i giorni
per sentirmi viva.
Quando fummo felici
fu come affondare le
labbra nello zucchero filato,
dimentichi del mondo
intorno.
Un giorno mi voltai
per guardare
quell’immagine di noi
ma non la trovai più.
Venne il mattino e ci
divise
fu allora che
m’aggrappai all’idea
di te,
non più a te,
non a te.
Raccolsi i frantumi del
“noi”
e rimasi sola
a contemplare l’alba
di un nuovo presente.
Stefania Onidi
diritti riservati
Notte (di Stefania Onidi)
Mi struggo nel dolce
pensiero che porta
il tuo nome
in questa notte
infinita:
misterioso e
interminabile
desiderio
di perdermi e di
morire
nei tuoi occhi
malcerti.
Assisto
al lento disfarsi e
svanire delle mie volontà.
Vita,
vita che vai,
mi agiti in un lungo
e lieve respiro che
accarezza
tutt'intorno e discende dal cielo,
che mi scorre nelle
vene
e mi si coagula in
versi leggeri.
Amore mio lontano
mi dai ali per
volare ma non per
raggiungerti.
Stefania Onidi
da Con un filo di voce ©
diritti riservati
venerdì 21 novembre 2014
Donna (di Stefania Onidi)
Sono
DONNA
Mistero
delle tue radici
Ho
visioni di tenerezza
E
benedico il mondo.
Sono
SCIAMANA
Il mio
rito si perde nella notte dei tempi
Ti
celebro nel divenire
E
guarisco il dolore.
Sono
CORPO
Santuario
di alleanza tra gli opposti
Accolgo
in me il seme di una antica sapienza
Ti
porgo l’estasi dell’infinito.
Sono
FRAMMENTO del tuo DIO
Contemplazione
di gentilezza
Indecifrabile
trama di pazienza
L’onnisciente
che origina vita.
Sono
MADRE
Ventre
fecondo
Modellata
nell’attesa
Nutro il
miracolo nel segreto
Sono
TERRA
Custode
dell’umanità
Placenta
dell’amore
Amo
con lacrime di pace.
Stefania Onidi
da Un cielo di poesia 2014
martedì 28 ottobre 2014
Fleurs (di Stefania Onidi)
mercoledì 15 ottobre 2014
Oblio (di Stefania Onidi)
Ritrovarsi qui
di fronte alla sera
cuore e nervi stanchi
e fissare il silenzio
dei nostri occhi socchiusi.
Siamo soli
adesso.
Il vento porta via le
parole
e nell'immobile luce
accende
il nostro mistero: tu
ed io
essenze,
esistenze nude
fiamme di verità che
avvampano.
E risplende
sopra ogni cosa
sopra ogni inganno
sopra il misfatto dei
giorni,
l' A m o r e.
Stefania Onidi
diritti riservati
venerdì 10 ottobre 2014
Penelope (di Stefania Onidi)
La tua assenza
come onde furibonde
lambisce queste sponde:
terra nuda
che abbraccia
che accoglie.
Dicono che non
tornerai,
ma nel segreto non
diffido,
come il diamante è il
mio ardire
come acciaio la mia
volontà
Ricamo il tuo nome
sulla tela,
e intono un canto
nuovo:
gli uccelli si fermano
per ascoltarmi
anche il vento si
quieta.
(S.Onidi- Con un filo di voce ©, pag.63)
Tramonto (di Stefania Onidi)
Brucio in questa sera
che cade,
come sole nel suo stato
perenne.
C’è tanta pazzia in
quei colori
e delirio disperato
di carezze assenti
di gesti delicati che
commuovono
di fuoco di corpi che
consumano
nell’intimo,
l’abbraccio supremo.
È una pittura astratta:
anima che si lascia
precipitare nelle fiamme
del crepuscolo,
pupille affaticate che
si lasciano sorprendere
dalle ultime macchie
d’un sogno.
(Stefania Onidi- Con un filo di voce ©, pag.8)
Stefania Onidi
Stefania Onidi
Mi chiamo Stefania Onidi, sono
sarda di nascita e umbra di adozione; con mio marito e mia figlia vivo infatti
a Perugia dove lavoro come insegnante. Amo la letteratura e il mondo dell’arte.
Mi dedico con irrinunciabile passione alla lettura, alla scrittura e alla
pittura da sempre. Come poeta mi lascio ispirare dal quotidiano affollato di
scenari in cui si muovono persone, oggetti paesaggi: un caleidoscopio capace di
generare intuizioni, sensazioni ed emozioni in versi. Adoro il mio lavoro di
insegnante che mi permette di poter apprendere dai piccoli maestri, i bambini,
la vera poesia della vita. Partecipo volentieri a readings poetici (soprattutto
nella mia amata terra d’origine) anche
in qualità di lettrice presentando e leggendo i miei componimenti, infatti
credo molto nella condivisione e collaborazione tra poeti per diffondere questa
meravigliosa arte. Dal 2012 ho cominciato ad essere partecipe ad antologie di
alcuni premi letterari promossi da editori tra i quali Aletti ( Luoghi di
parole Vol.5 , Il Federiciano 2012-libro blu-, Parole in fuga vol.9, Habere
Artem vol.16, L’indice delle Esistenze-Le Passioni, L’indice delle
Esistenze-L’Amore) David and Matthaus ( L’anima delle parole, Qui dove
camminano gli angeli 2013) Montedit (
Antologia del Premio di Poesia Città di Monza 2013). Nel 2013 sono coautrice
con altri 12 poeti dell’antologia Viaggi di Versi – Nuovi poeti contemporanei
(Pagine Edizioni). Recentemente sono stata inserita nell’Antologia curata dal
poeta Matteo Cotugno InfinitAmore 2014. Attualmente sto lavorando a una nuova
raccolta di poesie, la seconda dopo la prima pubblicata nel 2011.
Intervista
E’ la
domanda più complessa per un poeta quindi la propongo per prima: Cosa significa
poesia per te?
Come dice D.Grossman
“la poesia è la cosa più vicina al silenzio”. Ed è vero. Per scrivere una
poesia occorre distillare il sentire. Occorre fare spazio, soffiare sulla
polvere. Occorre togliere e poi aggiungere: un agire per un qualcosa che alla
fine risuona come Silenzio, così compiuto, quasi perfetto. Poesia è quello che
rimane, un senso profondo. Una nudità.
Cosa ti
muove a scrivere poesia?
Custodisco sin da
piccola il desiderio e, come dice qualcuno, il dono di esprimermi attraverso i linguaggi dell’arte.
Ho cominciato prima a giocare con i colori e successivamente con le parole. Ho
sempre avvertito l’urgenza di un nido, di uno spazio tutto mio fatto di
silenzio dove far risuonare le emozioni che vivevo. Scrivere fa parte della mia
natura, e il poterlo fare in versi significa unicamente avere la possibilità di
essere e di “dire” me stessa, di trovare la mia libertà. La poesia riesce a
trasmettere emozioni in modo potente, perché nella sua brevità è altamente
evocativa, poi ha una essenza ludica e una componente “corporea (sintesi e dono
di occhi che vedono, di sangue che gira,
di mano che scrive), ecco tutto questo mi piace e lo trovo congeniale alla mia
creatività e personalità.
La
funzione del poeta oggi?
Il poeta celebra la vita. Il poeta interpreta il ritmo
dell’universo, è traduttore della voce che risiede nelle profondità dell'animo
umano. La sua funzione oggi è quella di riportare l’umanità all’uomo,
restituire l’uomo all’uomo.
Un paio
di aggettivi per farti conoscere.
Solare, poliedrica,
eccentrica.
Hai
pubblicato un libro?
Sì, nel 2011 ho
pubblicato una silloge intitolata Con un filo di voce ( Ed.La Riflessione).
Come scrivo nella nota al libro, il titolo rivela l’essenza intimistica
racchiusa in tutte le liriche raccolte. La voce del poeta è come il filo della
tessitrice, sottile ma robusto, anzi
colei che tesse diventa metafora del poeta stesso: poetessa di trame,
tessitrice di versi.
La donna ora voce
narrante ora effigie narrata, assume spesso le sembianze di una moderna
Penelope simbolo della donna forte e fragile allo stesso tempo, che guarda
oltre e che sa sperare, evocando così un universo fortemente pervaso dal
lirismo, dal sogno e dall’attesa di un amore desiderato, assente, sfuggente,
trovato, perduto e in fine ritrovato.
Ecco alcuni versi che
illustrano parte di questo sentire.
Ti chiamo amore
“(…)La sola gioia
quotidiana
è struggermi nel
pensiero di te
dinanzi a una mare
immenso e
silente,
davanti a questa tela
intessuta nel segreto
sospesa tra il sogno e
l’attesa,
un’attesa senza fine.”
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