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domenica 29 novembre 2015

Spazio (di Antonia Anna Pinna)


Antonia Anna Pinna

Spazio

I ricordi   
occupano quasi tutto il mio spazio;
non ho più tempo da vivere dunque?
Ebbene, il mio ultimo tempo lo vorrei pieno…
di tutte le essenze del Paradiso.
Piccoli fiori odorosi
che si arrampicano sulle pareti
a inventare percorsi sinuosi
ma nel contempo spregiudicati
come io non sono mai stata.
La cima che mi attende
la vorrei sgombra da nubi;
chiaro, limpido l’orizzonte
che permetta all’occhio di perdersi
e non tornare più.



venerdì 3 luglio 2015

Gatto (di Antonia Anna Pinna)


Come un vecchio gatto
Mollemente disteso
Cerco di dimenticare il mio peso.
Osservo indifferente e divertito
Ciò che si muove intorno a me
E tento di modificarlo
Per provocare una reazione
Che mi scuota e disorienti l’avversario:
un cane, una formica, un passerotto.
Mi trastullo tra pigrizia
E attacco micidiale
Come la morte in attesa
Che tolga un bene o un male.


Antonia Anna Pinna
30/06/2015
diritti riservati



mercoledì 17 giugno 2015

Volo (di Antonia Anna Pinna)


Se Icaro è riuscito a volare con ali di cera, anch’io volerò.
Costruirò le mie con piume d’aquila per salire più in alto.
Supererò le montagne, mi aprirò un varco tra le stelle…
Laggiù vedo un sole tutto mio…
Non posso dividerlo con nessuno perché lo bramo.
Coprirò la distanza impossibile e lo nutrirò di gioia.
Quella felicità tenuta in serbo così a lungo, nascosta agli occhi altrui…
Spazio interno, libero da ogni ostacolo; mi appartiene.
Come una creatura allevata da una madre cieca essa mi spinge ed io non temo il buio.
Ascoltare la musica dell’Universo e seguirla è l’unica via per fare il giusto salto verso l’ignoto…
Dietro il crinale c’è un’altra vita che mi attende ed io la baratterò con la mia.


Antonia Anna Pinna

diritti riservati


lunedì 8 giugno 2015

Angeli strappati (di Antonia Anna Pinna)


Antonia Anna Pinna

Angeli strappati

Angeli tolti dalle culle
Erode è tornato.
Non è un Re è vostro padre
un uomo qualunque nascosto tra i rami
che non ha benedetto il vostro pane
lo ha consumato di nascosto
rubandolo ai miseri, agli abbandonati,
egli scruta da lontano il suo passaggio
si rende conto che non salirà.
Il suo destino è segnato
e mai nessuno lo solleverà
si vendica così la belva inferocita
e qualcuno alla fine pagherà
i poveri figli tuoi si danno un bel da fare
per non lasciare debiti sull’altare.



venerdì 17 aprile 2015

Piccola donna (di Antonia Anna Pinna)


Piccola donna
Scheggiata da istinti insani
Piedi di piombo
Ti hanno fermata sulla via di Damasco
Occhi di brace t’insultano al passaggio
Sei la schiuma di mare di Galilea
Il diamante sulla testa del Sultano
L’inchiostro che racconta le mille e una notte
Il sapone per mondare il peccato
Il vento straniero che non conosce confini
Lupa solitaria
In un mondo di pecore.

Antonia Anna Pinna
diritti riservati




venerdì 27 marzo 2015

Cosa resta (di Antonia Anna Pinna)


Antonia Anna Pinna       

Cosa resta

Ti lascerò quello che resta di me
lo metterò tra le tue mani
e sarà come un filo di seta.
Potrai donarlo ad un ragno rimasto a bocca asciutta.
Ti aiuterà ad attraversare un baratro senza cadere.
Potrai disegnare un’altra via lattea
tracciare un sentiero nuovo.
Usarlo come coperta se avrai freddo
o nasconderti dagli occhi indiscreti.
Tienilo vicino al cuore, ti parlerà di figli mai avuti,
di amori mai nati e di albe passate senza essere viste.
Potrai infine farci un turbante dove nascondere i tuoi pensieri
per farli riposare come meglio credono.
Lasciali liberi e ti renderanno un uomo felice.



martedì 2 dicembre 2014

La pelle (di Antonia Anna Pinna)


Cicatrici grandi, piccole,
riaffiorano continuamente
sulla mia pelle.
Hanno una faccia, braccia
gambe, persino un cuore.
Il dolore mi parla, mi racconta
e a volte ha pietà e mi culla.
La carne non guarisce mai
completamente,
Puoi farle smettere di sanguinare,
alleviare il bruciore,
ma no, guarire no.

Antonia Anna Pinna

diritti riservati


martedì 18 novembre 2014

I poeti (di Antonia Anna Pinna)


I poeti non dormono, muoiono.
I poeti non si svegliano, rinascono.
I poeti vivono come se fosse il primo e ultimo giorno.
I poeti corrono alla velocità della luce, e restano sempre giovani.
I poeti si innamorano di tutti e odiano fino alla pazzia.
I poeti sanno tutto, perché non c’è niente da sapere.
I poeti danno il cuore, insieme al coltello e la forchetta.
I poeti sanno raccontare storie vere mai successe.
I poeti si fanno impiccare, ma aprono di notte ai banditi.
I poeti viaggiano per andare in un posto che non esiste.
I poeti non si girano, si fidano del sole che li proteggerà.

da Un cielo di poesia 2014




martedì 28 ottobre 2014

Stella (di Antonia Anna Pinna)


Se potessi ritrovare
la strada che porta
alla mia stella.

Forse t’incontrerei di nuovo
e ti direi che mi dispiace
d’essermi persa.

La riaccenderei e ti canterei
i miei silenzi e ballerei
i miei dolori.

Ti guarderei come se fossi
ancora tu
e io fossi ancora io.


Antonia Anna Pinna
diritti riservati




giovedì 2 ottobre 2014

Seno (di Antonia Anna Pinna)


Vorrei offrirti il mio seno materno
anche se so che lo morderesti a sangue.
Il tuo dolore è andato in giro per il mondo
ma è tornato per cena.
So quello che hai patito, ne ho certezza
che mi dipinge in un quadro di natura morta
come figura narrante e partecipe
niente ci è stato risparmiato
il nostro calice l’abbiamo ingollato a forza
ma ha corroso il canale di discesa
abbiamo perso l’ingenuità e non possiamo lavare
Il nostro pianto con nessun sapone.
La mano tremante di Dio solo lei ci accoglierà
con carezze che potranno farci sentire ancora uguali

Antonia Anna Pinna
Menzione di merito al concorso “Scriviamo" 2014 Alatri
diritti riservati



Le poesie (di Antonia Anna Pinna)


Le poesie arrivano di notte,
bussano alle porte degl’amanti segreti
e chiedono per pietà di aprirgli.

Sono trafelate, stanche e volte lacere.

Hanno viaggiato attraverso i secoli
per arrivare ad un appuntamento
imperdibile.

Quando ti sentono scendere le scale
puoi sentire il loro cuore
che batte direttamente sul’uscio e
ti chiama
apri amore mio, o morirò.


Antonia Anna Pinna
Tutti i diritti riservati

martedì 23 settembre 2014

Troverai (di Antonia Anna Pinna)


Il giorno che troverai la gioia
dovrai lasciarla,
te la chiederanno indietro.

Il giorno che troverai l’amore
troverai il pianto.

Il giorno che troverai le perle
ti seguiranno
file di porci addomesticati.

Il giorno che troverai le spine
sarà un bel giorno
perché sarà tutto tuo.

Il giorno che troverai te stesso
lascia il resto, è tutto inutile.


Antonia Anna Pinna
diritti riservati


  


Maddalena (di Antonia Anna Pinna)


Non piangere più Maddalena.
Non ci sono più croci da seguire.

I poveri Cristi,
sono già stati tutti crocifissi

Il tuo fazzoletto bianco
riponilo per i giorni di vento.

Abbi pietà per te stessa
incamminati per altri monti.

La via della redenzione
ormai non passa più di qui.

Corona i tuoi sogni di spine,
realizzali a costo della vita.

L’unico privilegio che abbiamo
è la rinuncia alle illusioni.

Fatti davvero il segno della croce
e prega per te.


Antonia Anna Pinna


Antonia Anna Pinna

Antonia Anna Pinna è nata a Villalago (AQ) nel 1957 vive un infanzia a contatto con una natura un po’ aspra ma incontaminata. Il suo contesto familiare le consente di vivere e sperimentare in totale libertà l’approccio con una comunità montana piena di valori autentici e forti, dove tutti si sentono impegnati a crescere i figli che sono un bene comune e prezioso. In famiglia lo zio ha un gruppo musicale “I Monelli” che negli anni sessanta riscuote un discreto successo a livello locale, anche lei possiede una vena artistica molto divertente, i componenti di questo gruppo la portano  spesso con loro, e  si cimenta in varie occasioni pubbliche in imitazioni di personaggi noti anche difficili quali Luis Armstrong e Ruggero Orlando. Nel 1969 la famiglia si trasferisce a Merano (BZ) e frequenta la scuola con risultati buoni, ma le ottime opportunità di lavoro la spingono ad impegnarsi nel campo della moda. E’carina, affabile e molto simpatica, è del segno dei gemelli che per loro natura sono volitivi, svegli e fanciulleschi. Conosce un ragazzo che diventerà molto presto suo marito, infatti a 19 anni è già moglie e madre. La sua vena artistica si trasforma e matura in passione per la musica, i suoi gruppi preferiti sono i Doors, i Rolling Stones, gli Yes e tanti gruppi che hanno arricchito il panorama musicale degli anni 70. Frequenta ragazzi che studiano al Dams Università di Bologna e con loro parla spesso di arte, cinema e teatro. L’impegno famigliare non le concede tuttavia molto spazio e comincia a studiare materie che l ‘appassionano molto come letteratura e storia. Nel 1988 si impiega presso il centro sportivo della banca d’Italia, le varie attività le consentono di conoscere molta gente con cui negli anni ha costruito un rapporto di collaborazione e stima. Lavorando in questo contesto era scontato che iniziasse a fare sport all’aria aperta, tennis e nuoto sono i suoi preferiti. Legge moltissimi libri, anche romanzi ma non l’appassionano molto, a lei piace la vita reale. Segue i programmi culturali sui giornali in televisione e comincia a scrivere dei piccoli pensieri. Per molti anni si occupa solo della sua vita privata ma con l’allentamento dei doveri familiari si concede delle piccole incursioni nel mondo letterario. Comincia a scrivere sonetti che la divertono molto. La vena si trasforma nuovamente, si converte in poesia è nasce un vero grande amore. Alcune amiche la convincono a tentare la via della pubblicazione anche se è molto restia, in quanto la poesia nasce dal profondo e si sente come se dovesse spogliare la sua anima. Comincia a mandare qualche opera al “Gazzettino della Valle del Sagittario” giornale online Abruzzese diretto dal Prof. Roberto Grossi, il suo paese le è rimasto nel cuore e appena può scappa nella sua mini casa nel borgo natio inserito nel Club “ I più bei borghi d’Italia” scrive anche alcuni articoli e si fa conoscere in una nuova veste. A settembre 2013 esce la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Sul ciglio del cuore” pubblicato con i tipi della Montecovello. Entra a far parte con vari autori al “Progetto fiaba” volto a finanziare gli Ospedali pediatrici Oncologici e nascono vari volumi di filastrocche e fiabe. Nel 2014 partecipa a qualche concorso letterario tra cui “Alda Merini e riceve una menzione di merito per la poesia Maddalena. Altra menzione lo scorso giugno per il concorso “Io esisto” con la poesia Trono patrocinato dalla U.I.L.D.M. ass. per la lotta alla distrofia muscolare di Ottaviano (NA). Partecipa a varie antologie a tema sociale. La sua espressione poetica nasce dalla sedimentazione delle emozioni estratte dalla vita vera e dai sogni, che vivono vite, apparentemente separate, ma interferiscono continuamente con i nostri progetti. Sta lavorando ad un altro libro e sta sviluppando altri progetti artistici che comprendono anche il fumetto. Si augura che questa nuova attività poetica sia lunga e venga accolta con piacere dai lettori. La vita non è mai statica e la maturazione se è sana può sorprenderci notevolmente, rimaniamo aperti e forse ci accadrà qualcosa che non avevamo previsto.


Intervista
Cosa significa per te poesia?
La poesia è il mio canto e il mio dolore, è il succo che sgorga dalla mia fonte, è il togliere le parole inutili e lasciare solo l’essenza delle emozioni date e prese, è la traccia del mio passaggio sulla terra, la poesia è e basta, non si deve mai spiegare perché quello che sembra non è e quello che è non sembra.

Cosa ti muove a scrivere poesia?
Il movimento è la musica sono gli elementi che più contribuiscono alla nascita della mia poesia. Energia alla stato puro, moto perpetuo dove perdersi e creare nuove forme d’espressione, spesso mi sveglio in piena notte con l’esigenza fisica di mettere sulla carta parole che nemmeno io comprendo bene in quel momento, quando le rileggo al mattino le trovo piene di senso e d’amore che mi avvolge  con una grazia che mi commuove sempre. Resta il mistero del perché viene a svegliare me e non chi mi sta accanto.

La funzione del poeta oggi?
Io credo che il poeta sia la sentinella che fa gli avvistamenti e manda i messaggi a chi vive in una posizione che gli impedisce di vedere lontano. La poesia per quello che mi riguarda si scrive da sola in totale autonomia, passa per un canale diretto che sfiora la testa ma solo dopo aver attraversato il cuore di chi la trasmette alla gente. Il senso della lirica si capisce dopo averla riletta alcune volte, anche il trascrittore o poeta ne avverte la forza quando riesce a staccarsi dalla sua creatura. Quelle più decise hanno braccia, gambe e cuore; camminano da sole e partono per viaggi che nessuno sa dove le porteranno. Sono dispettose, amano la libertà assoluta, non vogliono essere troppo elogiate perché si sentono prese in giro, vogliono fare il loro mestiere ed essere pagate il giusto prezzo. Quando un verso sale a bussare alla mia porta so che ho pochissimi attimi per aprire, se tardo non la trovo più, infatti lei mi chiama dicendomi aprimi o morirò, è il loro stesso cuore che batte sull’uscio. Sono sempre loro che decidono a chi bussare, forse vogliono la garanzia che aprirai. Mi sento privilegiata ad avere l’onore di essere la prima ad ascoltarle, alcune rimangono ad abitare da me, e molte altre prendono treni notturni e spariscono per sempre come dei rifugiati che cercano asilo in paesi più accoglienti. Bisogna assecondarle darle respiro e nutrirle come meglio possiamo e, poi tenere le finestre sempre aperte perché a volte non salutano nemmeno.

Un paio di aggettivi per farti conoscere.
E’ difficile descrivermi in due aggettivi, ne userò uno che forse li include insieme “dualismo” inteso come ombra e luce, male e bene, bellezza e oltraggio, due facce della stessa medaglia che non possono essere divise e vanno comprese nella loro interezza, essendo del segno dei gemelli la cosa è molto marcata tanto che a volte sfiora la schizofrenia. La poesia tiene insieme le due parti facendole danzare armonizzandole in modo da non farle annoiare mai.

Hai pubblicato un libro? Parlacene e se possibile illustrandolo con una poesia altrimenti inviacela con una breve introduzione
Ho pubblicato la mia prima raccolta di poesie “Sul ciglio del cuore” nel 2013 con i tipi della Montecovello. Sono 56 liriche che toccano i temi cardine della vita; morte, madre, figli, amore, passione, c’è dentro la mia vita, il mio ventre e  tutta la passione di cui sono capace. Emozioni allo stato puro, una poesia da cui prende il titolo la raccolta è “Aprimi”  dedicata a mia madre” Aprimi, aprimi madre non lasciarmi sul ciglio del mio cuore” da cui si snoda il sentiero che ci porta a scoprire passaggi segreti e le sorgenti di alta quota. Io sono nata in montagna questo elemento è abbastanza presente, c’è una vita concentrata in semi d’eternità.

 Aprimi

Aprimi, aprimi madre,
non lasciarmi sul ciglio del mio cuore.
Per troppo tempo abbiamo ignorato
questo amore.

Io ti sono dentro e tu sei dentro di me.
Unite nella carne e nello spirito
ricongiungiamo ciò che l’uomo
ha diviso per sua crudeltà.

Non siamo serve dell’amore,
non siamo schiave della colpa,
di cosa? Di saper dare la vita?

Di proteggerla, dai colpi mortali
dell’indifferenza umana?
Accoglimi come se fossi io
il maschio vero,
l’io femminino non ha bisogno
d’istruzioni per l’uso,
sappiamo tutto, è insito in noi,
l’istinto di sopravvivenza, ma
la parte che io voglio da te,
è l’essenza, la stilla dell’amore puro.

Tu sei mia madre, mi appartieni
come io appartengo a te e alle generazioni
che ci hanno illuminato, il pensiero,
è pregno della tua presenza sempre,
nel cammino, nei passi, nei baci
dati al nemico, non c’è nulla
che possa separare ciò che il cielo
ha unito.

La pancia, il nostro tempio sacro,
a nessuno è permesso di entrare
se non per viverci.