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giovedì 16 novembre 2017
sabato 15 luglio 2017
sabato 1 aprile 2017
domenica 29 novembre 2015
Spazio (di Antonia Anna Pinna)
Antonia Anna Pinna
Spazio
I ricordi
occupano quasi tutto il mio spazio;
non ho più tempo da vivere dunque?
Ebbene, il mio ultimo tempo lo vorrei pieno…
di tutte le essenze del Paradiso.
Piccoli fiori odorosi
che si arrampicano sulle pareti
a inventare percorsi sinuosi
ma nel contempo spregiudicati
come io non sono mai stata.
La cima che mi attende
la vorrei sgombra da nubi;
chiaro, limpido l’orizzonte
che permetta all’occhio di perdersi
e non tornare più.
sabato 3 ottobre 2015
venerdì 3 luglio 2015
Gatto (di Antonia Anna Pinna)
Come un vecchio gatto
Mollemente disteso
Cerco di dimenticare il
mio peso.
Osservo indifferente e
divertito
Ciò che si muove
intorno a me
E tento di modificarlo
Per provocare una
reazione
Che mi scuota e
disorienti l’avversario:
un cane, una formica, un
passerotto.
Mi trastullo tra
pigrizia
E attacco micidiale
Come la morte in attesa
Che tolga un bene o un
male.
Antonia Anna Pinna
30/06/2015
diritti riservati
mercoledì 17 giugno 2015
Volo (di Antonia Anna Pinna)
Se Icaro è riuscito a
volare con ali di cera, anch’io volerò.
Costruirò le mie con
piume d’aquila per salire più in alto.
Supererò le montagne,
mi aprirò un varco tra le stelle…
Laggiù vedo un sole
tutto mio…
Non posso dividerlo con
nessuno perché lo bramo.
Coprirò la distanza
impossibile e lo nutrirò di gioia.
Quella felicità tenuta
in serbo così a lungo, nascosta agli occhi altrui…
Spazio interno, libero
da ogni ostacolo; mi appartiene.
Come una creatura allevata
da una madre cieca essa mi spinge ed io non temo il buio.
Ascoltare la musica
dell’Universo e seguirla è l’unica via per fare il giusto salto verso l’ignoto…
Dietro il crinale c’è
un’altra vita che mi attende ed io la baratterò con la mia.
Antonia Anna Pinna
diritti riservati
lunedì 8 giugno 2015
Angeli strappati (di Antonia Anna Pinna)
Antonia
Anna Pinna
Angeli
strappati
Angeli
tolti dalle culle
Erode
è tornato.
Non è
un Re è vostro padre
un
uomo qualunque nascosto tra i rami
che
non ha benedetto il vostro pane
lo ha
consumato di nascosto
rubandolo
ai miseri, agli abbandonati,
egli
scruta da lontano il suo passaggio
si
rende conto che non salirà.
Il suo
destino è segnato
e mai
nessuno lo solleverà
si
vendica così la belva inferocita
e
qualcuno alla fine pagherà
i
poveri figli tuoi si danno un bel da fare
per
non lasciare debiti sull’altare.
venerdì 17 aprile 2015
Piccola donna (di Antonia Anna Pinna)
Piccola donna
Scheggiata da istinti
insani
Piedi di piombo
Ti hanno fermata sulla
via di Damasco
Occhi di brace
t’insultano al passaggio
Sei la schiuma di mare
di Galilea
Il diamante sulla testa
del Sultano
L’inchiostro che
racconta le mille e una notte
Il sapone per mondare
il peccato
Il vento straniero che
non conosce confini
Lupa solitaria
In un mondo di pecore.
Antonia Anna Pinna
diritti riservati
venerdì 27 marzo 2015
Cosa resta (di Antonia Anna Pinna)
Antonia Anna Pinna
Cosa
resta
Ti
lascerò quello che resta di me
lo
metterò tra le tue mani
e
sarà come un filo di seta.
Potrai
donarlo ad un ragno rimasto a bocca asciutta.
Ti
aiuterà ad attraversare un baratro senza cadere.
Potrai
disegnare un’altra via lattea
tracciare
un sentiero nuovo.
Usarlo
come coperta se avrai freddo
o
nasconderti dagli occhi indiscreti.
Tienilo
vicino al cuore, ti parlerà di figli mai avuti,
di
amori mai nati e di albe passate senza essere viste.
Potrai
infine farci un turbante dove nascondere i tuoi pensieri
per
farli riposare come meglio credono.
Lasciali
liberi e ti renderanno un uomo felice.
martedì 2 dicembre 2014
La pelle (di Antonia Anna Pinna)
Cicatrici grandi,
piccole,
riaffiorano
continuamente
sulla mia pelle.
Hanno una faccia,
braccia
gambe, persino un
cuore.
Il dolore mi parla, mi
racconta
e a volte ha pietà e mi
culla.
La carne non guarisce
mai
completamente,
Puoi farle smettere di
sanguinare,
alleviare il bruciore,
ma no, guarire no.
Antonia Anna Pinna
diritti riservati
martedì 18 novembre 2014
I poeti (di Antonia Anna Pinna)
I
poeti non dormono, muoiono.
I
poeti non si svegliano, rinascono.
I
poeti vivono come se fosse il primo e ultimo giorno.
I
poeti corrono alla velocità della luce, e restano sempre giovani.
I
poeti si innamorano di tutti e odiano fino alla pazzia.
I
poeti sanno tutto, perché non c’è niente da sapere.
I poeti
danno il cuore, insieme al coltello e la forchetta.
I
poeti sanno raccontare storie vere mai successe.
I
poeti si fanno impiccare, ma aprono di notte ai banditi.
I
poeti viaggiano per andare in un posto che non esiste.
I
poeti non si girano, si fidano del sole che li proteggerà.
da Un cielo di poesia 2014
martedì 28 ottobre 2014
giovedì 2 ottobre 2014
Seno (di Antonia Anna Pinna)
Vorrei offrirti il mio seno
materno
anche se so che lo morderesti
a sangue.
Il tuo dolore è andato in giro
per il mondo
ma è tornato per cena.
So quello che hai patito, ne
ho certezza
che mi dipinge in un quadro di
natura morta
come figura narrante e
partecipe
niente ci è stato risparmiato
il nostro calice l’abbiamo
ingollato a forza
ma ha corroso il canale di
discesa
abbiamo perso l’ingenuità e
non possiamo lavare
Il nostro pianto con nessun
sapone.
La mano tremante di Dio solo lei
ci accoglierà
con carezze che potranno farci sentire ancora uguali
Antonia Anna
Pinna
Menzione di
merito al concorso “Scriviamo" 2014 Alatri
diritti
riservati
Le poesie (di Antonia Anna Pinna)
Le poesie arrivano di notte,
bussano alle porte degl’amanti segreti
e chiedono per pietà di aprirgli.
Sono trafelate, stanche e volte lacere.
Hanno viaggiato attraverso i secoli
per arrivare ad un appuntamento
imperdibile.
Quando ti sentono scendere le scale
puoi sentire il loro cuore
che batte direttamente sul’uscio e
ti chiama
apri amore mio, o morirò.
Antonia Anna
Pinna
Tutti i
diritti riservati
martedì 23 settembre 2014
Troverai (di Antonia Anna Pinna)
Il giorno
che troverai la gioia
dovrai
lasciarla,
te la
chiederanno indietro.
Il giorno
che troverai l’amore
troverai
il pianto.
Il giorno
che troverai le perle
ti
seguiranno
file di
porci addomesticati.
Il giorno
che troverai le spine
sarà un
bel giorno
perché
sarà tutto tuo.
Il giorno che troverai te stesso
lascia il resto, è tutto inutile.
Antonia Anna Pinna
diritti riservati
Il giorno che troverai te stesso
lascia il resto, è tutto inutile.
Antonia Anna Pinna
diritti riservati
Maddalena (di Antonia Anna Pinna)
Non
piangere più Maddalena.
Non ci
sono più croci da seguire.
I poveri
Cristi,
sono già
stati tutti crocifissi
Il tuo
fazzoletto bianco
riponilo
per i giorni di vento.
Abbi
pietà per te stessa
incamminati
per altri monti.
La via
della redenzione
ormai non
passa più di qui.
Corona i
tuoi sogni di spine,
realizzali
a costo della vita.
L’unico
privilegio che abbiamo
è la
rinuncia alle illusioni.
Fatti
davvero il segno della croce
e prega
per te.
Antonia Anna Pinna
Antonia Anna Pinna
Antonia Anna Pinna è nata a Villalago (AQ) nel 1957
vive un infanzia a contatto con una natura un po’ aspra ma incontaminata. Il
suo contesto familiare le consente di vivere e sperimentare in totale libertà
l’approccio con una comunità montana piena di valori autentici e forti, dove
tutti si sentono impegnati a crescere i figli che sono un bene comune e
prezioso. In famiglia lo zio ha un gruppo musicale “I Monelli” che negli anni
sessanta riscuote un discreto successo a livello locale, anche lei possiede una
vena artistica molto divertente, i componenti di questo gruppo la portano spesso con loro, e si cimenta in varie occasioni pubbliche in
imitazioni di personaggi noti anche difficili quali Luis Armstrong e Ruggero
Orlando. Nel 1969 la famiglia si trasferisce a Merano (BZ) e frequenta la
scuola con risultati buoni, ma le ottime opportunità di lavoro la spingono ad
impegnarsi nel campo della moda. E’carina, affabile e molto simpatica, è del
segno dei gemelli che per loro natura sono volitivi, svegli e fanciulleschi.
Conosce un ragazzo che diventerà molto presto suo marito, infatti a 19 anni è
già moglie e madre. La sua vena artistica si trasforma e matura in passione per
la musica, i suoi gruppi preferiti sono i Doors, i Rolling Stones, gli Yes e
tanti gruppi che hanno arricchito il panorama musicale degli anni 70. Frequenta
ragazzi che studiano al Dams Università di Bologna e con loro parla spesso di
arte, cinema e teatro. L’impegno famigliare non le concede tuttavia molto
spazio e comincia a studiare materie che l ‘appassionano molto come letteratura
e storia. Nel 1988 si impiega presso il centro sportivo della banca d’Italia,
le varie attività le consentono di conoscere molta gente con cui negli anni ha
costruito un rapporto di collaborazione e stima. Lavorando in questo contesto
era scontato che iniziasse a fare sport all’aria aperta, tennis e nuoto sono i
suoi preferiti. Legge moltissimi libri, anche romanzi ma non l’appassionano
molto, a lei piace la vita reale. Segue i programmi culturali sui giornali in
televisione e comincia a scrivere dei piccoli pensieri. Per molti anni si
occupa solo della sua vita privata ma con l’allentamento dei doveri familiari
si concede delle piccole incursioni nel mondo letterario. Comincia a scrivere
sonetti che la divertono molto. La vena si trasforma nuovamente, si converte in
poesia è nasce un vero grande amore. Alcune amiche la convincono a tentare la
via della pubblicazione anche se è molto restia, in quanto la poesia nasce dal
profondo e si sente come se dovesse spogliare la sua anima. Comincia a mandare
qualche opera al “Gazzettino della Valle del Sagittario” giornale online
Abruzzese diretto dal Prof. Roberto Grossi, il suo paese le è rimasto nel cuore
e appena può scappa nella sua mini casa nel borgo natio inserito nel Club “ I
più bei borghi d’Italia” scrive anche alcuni articoli e si fa conoscere in una
nuova veste. A settembre 2013 esce la sua prima raccolta di poesie dal titolo
“Sul ciglio del cuore” pubblicato con i tipi della Montecovello. Entra a far
parte con vari autori al “Progetto fiaba” volto a finanziare gli Ospedali
pediatrici Oncologici e nascono vari volumi di filastrocche e fiabe. Nel 2014
partecipa a qualche concorso letterario tra cui “Alda Merini e riceve una
menzione di merito per la poesia Maddalena. Altra menzione lo scorso giugno per
il concorso “Io esisto” con la poesia Trono patrocinato dalla U.I.L.D.M. ass.
per la lotta alla distrofia muscolare di Ottaviano (NA). Partecipa a varie
antologie a tema sociale. La sua espressione poetica nasce dalla sedimentazione
delle emozioni estratte dalla vita vera e dai sogni, che vivono vite,
apparentemente separate, ma interferiscono continuamente con i nostri progetti.
Sta lavorando ad un altro libro e sta sviluppando altri progetti artistici che
comprendono anche il fumetto. Si augura che questa nuova attività poetica sia
lunga e venga accolta con piacere dai lettori. La vita non è mai statica e la
maturazione se è sana può sorprenderci notevolmente, rimaniamo aperti e forse
ci accadrà qualcosa che non avevamo previsto.
Intervista
Cosa significa per te
poesia?
La poesia è il mio canto e il mio
dolore, è il succo che sgorga dalla mia fonte, è il togliere le parole inutili
e lasciare solo l’essenza delle emozioni date e prese, è la traccia del mio
passaggio sulla terra, la poesia è e basta, non si deve mai spiegare perché
quello che sembra non è e quello che è non sembra.
Cosa ti muove a scrivere
poesia?
Il movimento è la musica sono gli
elementi che più contribuiscono alla nascita della mia poesia. Energia alla
stato puro, moto perpetuo dove perdersi e creare nuove forme d’espressione,
spesso mi sveglio in piena notte con l’esigenza fisica di mettere sulla carta
parole che nemmeno io comprendo bene in quel momento, quando le rileggo al
mattino le trovo piene di senso e d’amore che mi avvolge con una grazia che mi commuove sempre. Resta
il mistero del perché viene a svegliare me e non chi mi sta accanto.
La funzione del poeta
oggi?
Io credo che il poeta sia la sentinella
che fa gli avvistamenti e manda i messaggi a chi vive in una posizione che gli
impedisce di vedere lontano. La poesia per quello che mi riguarda si scrive da
sola in totale autonomia, passa per un canale diretto che sfiora la testa ma
solo dopo aver attraversato il cuore di chi la trasmette alla gente. Il senso
della lirica si capisce dopo averla riletta alcune volte, anche il trascrittore
o poeta ne avverte la forza quando riesce a staccarsi dalla sua creatura.
Quelle più decise hanno braccia, gambe e cuore; camminano da sole e partono per
viaggi che nessuno sa dove le porteranno. Sono dispettose, amano la libertà
assoluta, non vogliono essere troppo elogiate perché si sentono prese in giro,
vogliono fare il loro mestiere ed essere pagate il giusto prezzo. Quando un
verso sale a bussare alla mia porta so che ho pochissimi attimi per aprire, se
tardo non la trovo più, infatti lei mi chiama dicendomi aprimi o morirò, è il
loro stesso cuore che batte sull’uscio. Sono sempre loro che decidono a chi
bussare, forse vogliono la garanzia che aprirai. Mi sento privilegiata ad avere
l’onore di essere la prima ad ascoltarle, alcune rimangono ad abitare da me, e
molte altre prendono treni notturni e spariscono per sempre come dei rifugiati
che cercano asilo in paesi più accoglienti. Bisogna assecondarle darle respiro
e nutrirle come meglio possiamo e, poi tenere le finestre sempre aperte perché
a volte non salutano nemmeno.
Un paio di aggettivi per
farti conoscere.
E’ difficile descrivermi in due
aggettivi, ne userò uno che forse li include insieme “dualismo” inteso come
ombra e luce, male e bene, bellezza e oltraggio, due facce della stessa
medaglia che non possono essere divise e vanno comprese nella loro interezza,
essendo del segno dei gemelli la cosa è molto marcata tanto che a volte sfiora
la schizofrenia. La poesia tiene insieme le due parti facendole danzare
armonizzandole in modo da non farle annoiare mai.
Hai pubblicato un libro?
Parlacene e se possibile illustrandolo con una poesia altrimenti inviacela con
una breve introduzione
Ho pubblicato la mia prima raccolta di
poesie “Sul ciglio del cuore” nel 2013 con i tipi della Montecovello. Sono 56
liriche che toccano i temi cardine della vita; morte, madre, figli, amore,
passione, c’è dentro la mia vita, il mio ventre e tutta la passione di cui sono capace. Emozioni
allo stato puro, una poesia da cui prende il titolo la raccolta è “Aprimi” dedicata a mia madre” Aprimi, aprimi madre
non lasciarmi sul ciglio del mio cuore” da cui si snoda il sentiero che ci
porta a scoprire passaggi segreti e le sorgenti di alta quota. Io sono nata in
montagna questo elemento è abbastanza presente, c’è una vita concentrata in
semi d’eternità.
Aprimi
Aprimi, aprimi madre,
non lasciarmi sul ciglio del mio cuore.
Per troppo tempo abbiamo ignorato
questo amore.
Io ti sono dentro e tu sei dentro di me.
Unite nella carne e nello spirito
ricongiungiamo ciò che l’uomo
ha diviso per sua crudeltà.
Non siamo serve dell’amore,
non siamo schiave della colpa,
di cosa? Di saper dare la vita?
Di proteggerla, dai colpi mortali
dell’indifferenza umana?
Accoglimi come se fossi io
il maschio vero,
l’io femminino non ha bisogno
d’istruzioni per l’uso,
sappiamo tutto, è insito in noi,
l’istinto di sopravvivenza, ma
la parte che io voglio da te,
è l’essenza, la stilla dell’amore puro.
Tu sei mia madre, mi appartieni
come io appartengo a te e alle
generazioni
che ci hanno illuminato, il pensiero,
è pregno della tua presenza sempre,
nel cammino, nei passi, nei baci
dati al nemico, non c’è nulla
che possa separare ciò che il cielo
ha unito.
La pancia, il nostro tempio sacro,
a nessuno è permesso di entrare
se non per viverci.
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