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sabato 11 luglio 2015

Dalla pace del mare (di Lavinia Frati)


L'ordine del cielo è questo mare
il fondale che ci attira tenebroso
la marea che avvicina l'orizzonte
lo specchio d'acqua circondato dagli scogli.

Il tramonto ridesta l'attenzione
con la brezza che si leva all'improvviso
e il rosso che sfolgora nel cielo
tinge l'acqua dello stesso suo colore.

Il silenzio affolla ogni pensiero
che riflette la luce della luna
e il sorriso disegnato sulle labbra
sta nell'acqua che sembra tremolare.


Lavinia Frati
diritti riservati

foto di Roberto Ponzi





Sempre uguale (di Lavinia Frati)


La prigione da cui non riesco a uscire
è la miseria che rende tutto uguale
noi che non abbiamo casa in cui tornare
costretti a terra come cani da scacciare.

La cecità dei passanti si rispecchia
nelle lenti da sole colorate
che vendo quando il sole piomba a filo
sugli occhi come il lupo sull'agnello.

Siamo quelle mani scure
quei volti di farfalla che dileguano
quando il giorno muore
e domani sarà un altro giorno
sempre uguale.

Lavinia Frati
diritti riservati

foto di Roberto Ponzi





mercoledì 8 luglio 2015

Silhouette di pace (di Lavinia Frati)


Il sole sorge ad oriente colorando di stupore
i tetti delle case
e lo spicchio di luce deflagra tra le tende
che diventano il fondale di un teatro.

Rivedo allora quel volto da bambina
il respiro che, per gioco, appannava il vetro
l'ulivo che appariva da lontano
tingendo di verde le persiane.

Cambia traiettoria il sole
la stanza perde la sua luce
e riappare in me la pace
stanata da un silenzio che non giunge
a inaridire le labbra

Lavinia Frati
diritti riservati

foto di Alice Ponzi



Il pianeta fragile (di Lavinia Frati)


Ritrovare il cunicolo segreto
la crepa che dà l'accesso al mondo
tutti i passaggi in cui si spande il vento.

Sbirciare con l'occhio a maraviglia
lo stormire delle fronde al loro cielo
il silenzio che scompone le parole
il reticolo dei segni da seguire.

Tornare al varco aperto tra le ombre
al fragile pianeta che ci attende
alla filigrana di luce che ci quieta.


Lavinia Frati
diritti riservati


foto di Roberto Ponzi

domenica 29 marzo 2015

Oltre la ragione (di Lavinia Frati)



Lavinia Frati

Oltre la ragione

E dì, ti ricordi
la sagoma che camminava
di traverso
il silenzio divenuto clamore
il suono sordo dei passi
dell'infermiere.

E dì, ti ricordi
il bagliore del fuoco
gli occhi offuscati dal fumo
i lacci che bloccavano
i polsi.

E dì, ti ricordi
la vita tutta spesa ad aspettare
e d'inverno gli occhi fissi
ad osservare
un cielo gravido di neve.

E dì, ti ricordi
il disincanto della vecchiaia
lo sguardo che si fa fiacco
la mano che ricade sul grembo
vuoto.
Dì, te ne ricordi?

domenica 14 dicembre 2014

La brina... (di Lavinia Frati)


La brina sbianca la campagna
e disadorna i rami
che all'arrivo di ogni alba
fanno del sole
il loro unico bersaglio.
E' il presentimento dell'inverno
che li intristisce
e li smarrisce
arbusti senza spine
modellati dal vento.
Rinunciano al privilegio
del candore
e con l'ultimo fiato di calore
intorpidiscono al sonno del gelo.

Lavinia Frati
da Silenzio d'amore

venerdì 21 novembre 2014

Alterezza (di Lavinia Frati)


La mattina rotola veloce
come un sasso che si stacca dal dirupo
e il glicine incornicia la finestra
della stanza
che si illumina di verde.

Sulla torre l'orologio segna
il passo
ai battiti di amanti
senza tempo
e Arezzo dalle logge avvicendate
splende tutta in mutevoli chiarori.

Ogni forma si risolve in un sospiro
ogni evento si incardina ad un gesto
tra le braccia dei due amanti
senza volto
s'alza il vento
che come un'onda
li oltrepassa.


Lavinia Frati
da Un cielo di poesia 2014



giovedì 23 ottobre 2014

L'immutabile cielo (di Lavinia Frati)


La vita è un salto che non conosce sosta
 e sempre che s'atterra
 sprofondando
 ma se sapessi da quanto t'aspettavo
 e come vorrei sfiorarti con le dita
 scapperesti lontano
 nella pioggia che gela la distanza.


Temo il vento che ordina le foglie
 e fa il solletico al corpo delle  rane
 mentr'io divento freccia
 nell'arco delle braccia
 che mi sollevano da terra
 e mi proiettano lontano.

Non è qui la pena
 quella da espiare
 cambia dunque posizione
 vai più forte
 lascia che gli altri seguano la sorte.


Lavinia Frati
foto:  Roberto Ponzi
diritti riservati


La luna è dietro l'angolo (di Lavinia Frati)


Niente cambia
in queste eterne mura
il tempo tatua addosso
strisce di luce
e il corpo già si sdoppia
in me e nella tua ombra.

Guardarti in una vecchia foto
o nel profilo di tua madre
gli occhi come un punto cardinale
e un eterno di tristezza
che le rimbalza addosso.

Niente cambia
in questo cielo
eppure
la luna è dietro l'angolo
tra segni misteriosi
e forme ipotetiche
che solo un cieco può
osservare.


Lavinia Frati
foto:  Roberto Ponzi

diritti riservati

martedì 7 ottobre 2014

Giallo lunare (di Lavinia Frati)


Da ragazza venivo
svegliata dal sole
poi correvo per strada
non guardavo nessuno
neanche il freddo sentivo
mentre tutto accadeva.

Afferravo gli sguardi
ne facevo collane
e i sorrisi impazienti
mi sfioravano appena
negli occhi il colore
del giallo lunare.

A pensar questo tempo
mi si allevia il dolore
l'orizzonte riappare
sotto il cielo remoto
nella luce dell'alba.

Lavinia Frati
diritti riservati

la foto è di Roberto Ponzi

Attesa (di Lavinia Frati)


Nonostante la notte
sento bocche parlare
e la luce che balla
mi confonde anche il corpo
gettato riverso
come barca che affonda
col respiro affannato
con la faccia deforme
appoggiata al guanciale
onda di mare
che inizia a schiumare.

 A fatica distinguo
la preghiera che avanza
borbottata a gran voce
da labbra ormai secche
e la suora che vedo
pare quasi un gabbiano
che dispensa ai malati
spremute di vita
misurati in bicchieri
usurati dal tempo.

Torneranno le stelle
a toccare il mio corpo
nonostante il silenzio
brillerò di reale
nelle sere di vento
brucerò come sole.


Lavinia Frati
diritti riservati


la foto è di Roberto Ponzi

Lavinia Frati


Lavinia Frati

Lavinia Frati è nata a Roma dove vive e lavora.
E' sempre stata interessata alla "diversità" in tutti i suoi aspetti: nella letteratura, nella pittura e in ogni altra forma d'arte. Anche nei rapporti umani e nella vita sociale quello che la interessa è il "pensiero diverso", il vedere oltre quello che gli occhi scorgono.

Intervista
E’ la domanda più complessa per un poeta quindi la propongo per prima: cosa significa poesia per te?
Per me la poesia è vivere la vita all'incontrario: partire dall'esperienza e risalire sino alla non conoscenza, alla meraviglia che la vita può dare.

Cosa ti muove a scrivere poesia?
Il ricordarsi di aver vissuto. La poesia, per chi non sa dipingere o fotografare, è proprio la forma d'arte che permette una giusta rappresentazione del reale e dell'inconscio.

La funzione del poeta oggi?
Utilizzare le parole per far vivere e rivivere sentimenti e sensazioni spesso sepolte in noi.

Un paio di aggettivi per farti conoscere.

Oscura e limpida.