Ebooks Voci di Poesia

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sabato 11 novembre 2017

Arrancare (di Loriana Lucciarini)



Ad affrontare
non ce la faccio ora.
Stanca di arrancare
bramo pace
quiete leggera per me e il mondo.
Sospiro d’argenteo sorriso.
Ma il nero fumo di futuro incerto
scolora la vita
e rende inutili i sogni.


Loriana Lucciarini

copyright 2015 tutti i diritti riservati


Poeta di una strana mattina (di Monica Zanon - Moka)



È una strana mattina,
l’aria fresca è calda,
il sole, l’abat-jour sul comodino,
illumina senza accecare…
è uno strano mondo il nostro.
Sì! Ho giocato a nascondino con le mie sensazioni,
a bandiera con i sogni,
il risveglio mi rattrista,
ma mi rende felice del suo evento:
perché non sono freddo
grazie al cielo, la terra e la Luna,
perché tu muovi i miei sentimenti
grazie alle fiamme dell’Inferno,
perché spero nel tramonto vicino
e maledico Satana e i suoi seguaci.

Monica Zanon - Moka
© Poesia tratta da “Verrà la Notte, avrà la tua Luce”
http://www.mokaend.com/poeta-di-una-strana-mattina/


Foglie (di Francesco Rossi - Issorf)


Foglie ingiallite
volteggiano lente
nel vento stridente
Lente trascinano
parole, senza voce
intrecciate di vita
Accarezzano volti
incontrati per caso
Danzando fugaci
raccontano storie
di amori vissuti
in un battito d’ali
rubato al tempo
senza età.

Francesco Rossi (issorf)

Diritti riservati


venerdì 10 novembre 2017

Effetti d'infinito (di Maria Clotilde Cundari)



Scrutando il cielo,
là dove ogni stella
parla alla luna,
ho avvertito dentro di me
quella sensazione d’ infinito
che la mente immagina,
forse percepisce.
Ho provato un senso di vuoto
che non dà limiti all’essenza
ma riempie di tutto
ogni attimo della vita
e lascia libero il pensiero
che trova la dimensione
di un benessere perpetuo.
Avevo chiuso gli occhi,
e quando li ho riaperti
ero tra le tue braccia …


Maria Clotilde Cundari
diritti riservati



La prima volta (di Michele Prenna)



La prima volta del respiro
è uscita con un grido
nudo e indifeso all'ignoto
cieco di luce dal buio
caldo del ventre materno.

La prima volta del cibo
ha conosciuto il capezzolo
turgido del latte tiepido
con un firmamento d'affetto
a conciliare col mondo.

La prima volta del pianto
la fame che brontola dentro
la sete del volto materno
per accidente lontano
il pannolino sporcato.

La prima volta del riso
a caro viso lo specchio
risposta a carezza di bacio
gioia d'ottenuto possesso
di cuore amoroso richiamo.

Di queste cose ci han detto
di cui non serbiamo ricordo
che manca solo a pensarlo
ai nuovi venuti guardando
di cui ci prende ogni inizio.

E la vertigine viene d'abisso
dell'ultima volta al pensiero
del rotolarsi all'indietro
dal riso fino al respiro
spento alla luce dal grido.

9/11/2009
Michele Prenna

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Non c'è perdono (di Cesare Moceo)


Non è diverso oggi
il mio destino
sempre a preparare
giacigli per l'anima
e là regalare i miei baci
sospirando nomi e pensieri
sparsi tra le cime
degli affetti a me cari
E odo gemiti strazianti
al cospetto di Dio
quando mani ignote di sbandati
raccolgono lacrime di tristezza e d'incoscienza
mentre voci di un remoto passato
invocano pentite il mio nome.

Cesare Moceo destrierodoc @

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A colmare il mio silenzio (di Italo Zingoni)


Resta solo il fruscio
di una foglia che cade
il lamento
struggente di un cane
randagio
il respiro del vento
in un alba d’estate
l’adagio
di una goccia di pioggia
che lenta si posa
sulla tela del ragno
il passo felpato
di un gatto
in cerca di prede.

Resta solo la luce
che si fonde nel buio
l’incanto di un rosso
autunnale
dipinto sul bianco
di un cielo distante
il tuo sospiro
nel sonno profondo
il profumo perfetto
della solitudine
che ogni volta mi lasci
-quando mi lasci solo-
senza niente
senza una voce che possa
restarmi accanto
a colmare il mio silenzio.

Italo Zingoni- Di una vita diversa- 2017

T.D.R. – 08/11/2017