sabato 11 novembre 2017
Poeta di una strana mattina (di Monica Zanon - Moka)
È una
strana mattina,
l’aria
fresca è calda,
il sole,
l’abat-jour sul comodino,
illumina
senza accecare…
è uno
strano mondo il nostro.
Sì! Ho
giocato a nascondino con le mie sensazioni,
a
bandiera con i sogni,
il
risveglio mi rattrista,
ma mi
rende felice del suo evento:
perché
non sono freddo
grazie
al cielo, la terra e la Luna,
perché
tu muovi i miei sentimenti
grazie
alle fiamme dell’Inferno,
perché
spero nel tramonto vicino
e
maledico Satana e i suoi seguaci.
Monica
Zanon - Moka
© Poesia tratta da “Verràla
Notte , avrà la tua Luce”
http://www.mokaend.com/poeta-di-una-strana-mattina/© Poesia tratta da “Verrà
venerdì 10 novembre 2017
Effetti d'infinito (di Maria Clotilde Cundari)
Scrutando il cielo,
là dove ogni stella
parla alla luna,
ho avvertito dentro di me
quella sensazione d’ infinito
che la mente immagina,
forse percepisce.
Ho provato un senso di vuoto
che non dà limiti all’essenza
ma riempie di tutto
ogni attimo della vita
e lascia libero il pensiero
che trova la dimensione
di un benessere perpetuo.
Avevo chiuso gli occhi,
e quando li ho riaperti
ero tra le tue braccia …
Maria Clotilde Cundari
diritti riservati
La prima volta (di Michele Prenna)
La prima volta del respiro
è uscita con un grido
nudo e indifeso all'ignoto
cieco di luce dal buio
caldo del ventre materno.
La prima volta del cibo
ha conosciuto il capezzolo
turgido del latte tiepido
con un firmamento d'affetto
a conciliare col mondo.
La prima volta del pianto
la fame che brontola dentro
la sete del volto materno
per accidente lontano
il pannolino sporcato.
La prima volta del riso
a caro viso lo specchio
risposta a carezza di bacio
gioia d'ottenuto possesso
di cuore amoroso richiamo.
Di queste cose ci han detto
di cui non serbiamo ricordo
che manca solo a pensarlo
ai nuovi venuti guardando
di cui ci prende ogni inizio.
E la vertigine viene d'abisso
dell'ultima volta al pensiero
del rotolarsi all'indietro
dal riso fino al respiro
spento alla luce dal grido.
9/11/2009
Michele Prenna
Diritti riservati
Non c'è perdono (di Cesare Moceo)
Non è diverso oggi
il mio destino
sempre a preparare
giacigli per l'anima
e là regalare i miei baci
sospirando nomi e pensieri
sparsi tra le cime
degli affetti a me cari
E odo gemiti strazianti
al cospetto di Dio
quando mani ignote di sbandati
raccolgono lacrime di tristezza e d'incoscienza
mentre voci di un remoto passato
mentre voci di un remoto passato
invocano pentite il mio nome.
Cesare Moceo destrierodoc @
Tutti i diritti riservati
A colmare il mio silenzio (di Italo Zingoni)
Resta solo il fruscio
di una foglia che cade
il lamento
struggente di un cane
randagio
il respiro del vento
in un alba d’estate
l’adagio
di una goccia di pioggia
che lenta si posa
sulla tela del ragno
il passo felpato
di un gatto
in cerca di prede.
Resta solo la luce
che si fonde nel buio
l’incanto di un rosso
autunnale
dipinto sul bianco
di un cielo distante
il tuo sospiro
nel sonno profondo
il profumo perfetto
della solitudine
che ogni volta mi lasci
-quando mi lasci solo-
senza niente
senza una voce che possa
restarmi accanto
a colmare il mio silenzio.
Italo
Zingoni- Di una vita diversa- 2017
T.D.R. –
08/11/2017
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