Ebooks Voci di Poesia

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sabato 8 novembre 2014

E non c'è posto per me? (di Giusy Grasso)


Uno, due, tre, quattro, cinque…

Dove si va, cosa si fa?!
Ma ho lavato le mani?
Ho chiuso la porta?
Un dolore profondo
mi sconquassa la testa.
Il pensiero si arresta
ma l’immagine avanza:
è quella nera figura
che anche se chiudo gli occhi
mi sta appresso, mi cura
tra pugnali e balocchi.
Ma quanto è vasto il mondo
bello e brutto,
bello e brutto il mondo
e non c’è posto per me?!
Senza rispetto, nessun rispetto
per un povero pazzo, un reietto.
Ma che strana malattia buon Dio
senza onore né ragione,
solo spade in mezzo al cuore.
Mentre corro, da una tasca scivola
una trottola di legno dai mille colori
la mia mente catturata
da vecchi amori, da vecchi amori…
Ma quanto è vasto il mondo
bello e brutto,
bello e brutto il mondo

e non c’è posto per me?!


Giusy Grasso

diritti riservati

L'orto del signor Luigi (di Giusy Grasso)



Il dolce nettare
di fichi appena colti
nel verde troneggiare
dei terrazzamenti.
L’aroma pungente
di limoni viziati
dalle cure del sole.
Quaggiù, non albergano pesticidi.
La gatta lamenta
l’assenza dei figliuoli
(per bocca di un cinghiale).
Sentinella silenziosa, il gelso.

(Bordighera, settembre 2012)

Giusy Grasso

diritti riservati

Giusy Grasso


Giusy Grasso

Nata a Milano. Giornalista freelance per la rivista "New Age", ha scritto tre libri di poesie: "Rigpa" (febbraio 2012), "Surya" (luglio 2012) e Reset (2014). Ha studiato recitazione e dizione presso il “Centro Teatro Attivo” di Milano e recitato nel cortometraggio a tema sociale “Loss of Memory” diretto da Egidio Maggi. Porta avanti la poesia e la comunicazione in senso più ampio attraverso il suo blog “Ananda” e attraverso progetti in grado di combinare magistralmente musica e poesia, vedi il brano lounge “Surya” con il testo della poesia omonima e la musica della musicista Tark oppure il brano rap di Charra (work in progress) il cui testo è una poesia a tema sociale tratta dall'ultimo libro di poesie “Reset”.    
                   

Intervista
E’ la domanda più complessa per un poeta quindi la propongo per prima: cosa significa poesia per te?
Un viaggio interiore senza fine

Cosa ti muove a scrivere poesia?
Il semplice assecondare il mio sentire, forse alla ricerca di un cuore che risuoni col mio

Qual è la funzione del poeta, della poesia oggi?
Personalmente, ho una predilezione per la poesia dell'anima di Tagore e la vena sociale di Neruda. Il ruolo della poesia oggi, dal mio  punto di vista sarebbe quello di creare un trait d'union tra l'anima e il corpo, tra il nostro essere interiore e i nostri bisogni intesi come i nostri diritti nella vita sociale, nel quotidiano.

Un paio di aggettivi per descriverti e farti conoscere al pubblico.
Versatile, curiosa.

Parlaci di una tua poesia o di un tuo libro se lo hai pubblicato.

I libri sono per me come gli amori; li ami, li hai amati non rinneghi nulla ma l'ultimo è quello che ti fa brillare gli occhi quando ne parli, l'ultimo dei miei tre amori è Reset. Un nuovo inizio in poesia. Il coraggio del cambiamento, e ahimè ce ne vuole coraggio oggi giorno... Ma il cambiamento a cui mi riferisco è si un abbracciare il nuovo ma salvando alcuni elementi del  vecchio, CELEBRANDO il vecchio, vi si può cogliere il sapore di una mela, di una mora di gelso, il lavoro e la dedizione del contadino alla terra ma anche l'abbraccio dell'altrui dolore o il punto di vista di una persona emarginata dalla società.

Terra che incanta (di Moka)



Vivere il tempo degli isolani
sotto assedio burrascoso,
scandito da scrosci e silenzi immensi,
in equilibrio sulle precarie attese
al molo.
L’umano granello di sabbia
s’infrange nel boato dello Sputa fuoco
e nel capriccio del Maestrale
che sorprende alle prime ore dell’alba.
A salir per i pendii e affondare le ossa
tra le ginestre e le nebbie
che non perdonano non si é mai pronti.
La vernice fresca mi segna per sempre
le vesti di un mondo
a cui bisogna rendere conto nel tornare,
mentre rimpiango i piccoli gesti
e le follie della primavera che s’incammina
e si concede colori mediterranei e bizzarri.

Pubblicata nell’antologia del Premio Luzi 2013,
estratta dallo spettacolo
“Terra, acqua, aria e fuoco nel fiorir della Poesia”


Moka


Piranha (di Moka)



Mi districo tra rovi e sabbie mobili
la giungla è il mio mondo,
nei solitari cammini:
incontri inquietanti, pericoli nascosti
e gioia di luce tra le folte mangrovie
regine d’acque salmastre.

Estratta da “Nessuno é innocente” e dallo spettacolo
“Terra, acqua, aria e fuoco nel fiorir della Poesia”


Moka


Moka (Monica Zanon)


Moka  (Monica Zanon)


Moka é diplomata come Perito Meccanico. Nata e cresciuta sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, si é trasferita in Svizzera per amore. Attualmente lavora in una ditta elicotteristica, sua seconda grande passione. Ha partecipato a diversi concorsi letterari ottenendo discreti risultati sia nell’ambito della poesia che nella narrativa.
Nel 2009 ha pubblicato l’opera prima dal titolo “Verrà la Notte, avrà la tua Luce”. Nel 2011 é uscito il secondo “Amanti di carta” scritto a quattro mani con WSKS, grande amico.
Nel 2013 ha organizzato un incontro di Poesia, insieme a tre amici, nella Giornata Mondiale della Poesia (21 marzo) in collaborazione con l’Unesco. Forte dei risultati ottenuti con quell’appuntamento, con due amici poeti, Camòrs e Fabio Rossi, ha organizzato lo stesso incontro per il 21 marzo 2014. Il reading si é trasformato in vero e proprio spettacolo dal titolo “Terra, acqua, aria e fuoco... nel fiorir della Poesia” e ha preso il via come tour per far conoscere la Poesia anche attraverso la musica e la fotografia. A seguito dei vari appuntamenti la compagnia di musicisti, attori e poeti si é battezzata col nome di “Licenza poetica” da cui é nata anche all’Associazione omonima.  
A fine 2013 ha pubblicato la silloge poetica dal titolo “Nessuno é innocente”ed  entro marzo 2015 verrà pubblicato il suo primo romanzo dal titolo “Tutte le parole del Mare”.
Per il 2015, insieme ai componenti dell’associazione, sta preparando un nuovo spettacolo per festeggiare la Giornata Mondiale della Poesia in Ticino, che si svolgerà in concomitanza con la premiazione del Concorso poetico-fotografico con scadenza il 21 dicembre, dal titolo “I luoghi dell’anima”.

Per contattare Moka :
https://www.facebook.com/mokapoetry
www.mokaend.com
CAPTAINMOKAEND.TUMBLR.COM


Intervista
E’ la domanda più complessa per un poeta quindi la propongo per prima: cosa significa poesia per te?

La Poesia é vita, rivoluzione e conoscenza profonda dell’anima.

Cosa ti muove a scrivere poesia?
È una reazione chimica, che nasce dentro me, tra essenza e materia... un vulcano interiore che ha bisogno di fuoriuscire e dare forma ad un’idea, un attimo colto, forse, per caso.

Qual è la funzione del poeta, della poesia oggi?
Il Poeta deve avere il coraggio di esporsi, di far arrivare la Poesia a più persone possibili. Non deve rimanere nel proprio recinto e la gente deve smettere di avere paura della Poesia.

Un paio di aggettivi per descriverti e farti conoscere al pubblico.
Sognatrice e vulcanica

Parlaci di una tua poesia o di un tuo libro se lo hai pubblicato.
Vi parlo di “Nessuno é innocente”, silloge poetica pubblicata a fine 2013 da Arpeggio Libero; la raccolta é dedicata alle persone conosciute, a quelle amiche, a quelle lasciate lungo la strada e a quelle ritrovate. Ognuna di loro ha lasciato un segno, una traccia d’inchiostro.
“Nessuno é innocente” non vuole essere un’accusa, ma una consapevolezza e la consapevolezza spesso ci rende “colpevoli” delle nostre azioni.
Alcune poesie sono dedicate anche a me, al mio percorso interiore, perché io mi ritengo la prima colpevole.

Qui il link per acquistare o semplicemente leggere due righe di “Nessuno é innocente” :

http://www.arpeggiolibero.com/lista-categorie/poesia/nessuno-e-innocente.html


venerdì 7 novembre 2014

Una storia d'amore (di Franca Donà)


Cos’è rimasto della notte
se non l’odore del buio alle finestre
mentre incalza il giorno
sotto mentite spoglie d’un sorriso.
Qui c’è ancora qualcosa di te
forse è nell’aria o
quella rosa nel bicchiere
in quel senso di vuoto d’un petalo caduto.
Forse eri tu che scrivevi l’aria
e anche i muri erano poesia
mentre sfogliavi i miei capelli come margherite
e le dita rimanevano impigliate
forse
non sapevi dove andare
come inventare un’altra storia
che parlasse solo d’amore
che parlasse solo di noi.

Franca Donà
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